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Fra il 18 e il 21 Cartesio si dedica anche alla scrittura di testi di natura scientifica, dimorando poi fra il 20 e il 28 nel suo paese natale in Francia, dove fa un altro incontro importante, cioè padre Mermo Mersenne, amico e tramite fra Renato e i dotti francesi, quando nel 29 si trasferisce nella più tollerante Olanda. Il 1627 vede l’accadere di un fatto importante, perché durante l’incontro con il cardinale De Berulle viene fortemente incitato a proseguire e realizzare il suo lavoro e sogno. Il religioso è catturato infatti dalla competenza e dalla passione di Cartesio. Fra il 30 e il 33 scrive il mondo, che verrà pubblicato postumo.
Nel 1633, data dell’abiura di Galilei, C. decide di non darlo alle stampe.
Datato ’37 è invece il “discorso sul metodo”, e viene seguito dalle “meditazioni metafisiche” del ’41, una sorta di approfondimento delle ultime sezioni del precedente. Delle sei sezioni del discorso sul metodo, la più filosofica è la quarta. Risale infine al 1649 il “principi di filosofia”.

Se si volesse definire la prima meditazione in estrema sintesi, con una parola sola, quella parola sarebbe “dubbio”.

Cartesio è afflitto da una serie di dubbi, che riguardando la realtà e la natura. In ricerca di qualcosa di solido su cui appoggiarsi, i sensi sono inutili, perché soggettivi. Tenta con le conoscenze matematiche, nella ricerca di qualcosa su cui costruire l’edificio del sapere, una verità chiara ed evidente. anche in quelle scienze che Cartesio avrebbe dovuto considerare solide, come matematica e geometria, innesta il dubbio. Se il dubbio è inizialmente metodico, con una finalità specifica, diventa poi iperbolico, portato all’estremo.
Cogito, il pensiero è l’unica verità inconfutabile, la prima certezza. Cogito ergo sum, io esisto dunque, ma come? Solo ed esclusivamente come essere pensante. Mettendo al punto di mettere in dubbio la sua stessa mano, il dubbio è divenuto pretestuoso.
Nei principi di filosofia, Cartesio definisce cosa è chiaro e distinto. Chiama chiara quell’idea presente e aperta ad una mente che vi attende. È definito distinto invece quella che essendo chiara è così nettamente sperata da tutte le altre, da non contenere in se null’altro che ciò che è chiaro.
Cartesio individua connessioni in progressione.

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