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REGULAE AD DIRECTIONEM INGENII CARTESIO

Prima di intraprendere la stesura della sua opera più celebre, il discorso sul metodo, che venne pubblicato soltanto nel 1637, ossia dopo la condanna all’abiura di Galileo, Cartesio si era già cimentato con la scrittura di un opera sul metodo della conoscenza, chiamata Regulae ad directionem ingenii, nella quale aveva già fornito delle regole da applicare alla conoscenza. Quest’opera non venne però mai completata da Cartesio perché egli era arrivato a descrivere circa 21 regole da applicare, troppe soprattutto per il fine dell’opera che doveva essere quello di stabilire un metodo di conoscenza chiaro e semplice, molto più della logica scolastica.
Egli capisce di conseguenza che una semplificazione della logica scolastica non poteva comprendere un gran numero di regole e inizia la stesura del Discorso sul metodo, un opuscolo che Cartesio pubblica come introduzione ad altri due testi di natura matematica: il caso volle che questi ultimi rimasero ebbero una certa fortuna ma non diventarono celebri mentre il discorso sul metodo ebbe una vasta risonanza, tant’è che in seguito ne venne pubblicata una seconda edizione.

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