Mongo95 di Mongo95
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La presentazione di una fisica antiaristotelica, basata su di una sola materia, che appunto si distingue quantitativamente. I quattro canonici elementi erano qualitativamente diversi, accompagnati non a caso da quattro qualità. A cui naturalmente era da aggiungere l’etere, la materia perfetta che costituiva il mondo al di sopra della luna. Questo viene del tutto tralasciato, spiegando anche l’universo in termini di una materia unica.
Sappiamo ovviamente che ci sono delle distinzioni da fare, che riguardano tre elementi, quantitativamente distinti in base alla loro composizione interna, corpuscolare:
i. Il fuoco; concepibile come un liquido, le cui parti sono immaginate come molto piccole e mosse molto più velocemente di quelle degli altri corpi. Inoltre non hanno grandezza o figura determinata, potendo prendere tutte le forme possibili, riempiendo totalmente il mondo. Il vuoto non esiste.

ii. L’aria; anche liquido molto sottile, ma rispetto al fuoco le sue parti hanno grandezza e forma, ascrivibile all’essere rotonde, congiunte in modo tale da non potersi sistemare senza lasciare spazi vuoti.
iii. La terra; composta da parti di minor velocità e forma maggiore.
Se nel mondo aristotelico ai quattro elementi si legavano quattro qualità che spiegavano il passaggio da uno all’altro, la trasformazione, ciò non è ora più necessario. Oltre a quelle descritte, non si possono trovare al mondo forme diverse: velocità grandi e piccole parti per il primo, senza figura determinata; movimento e grandezza intermedie per il secondo; piccola velocità e grandi dimensioni che portano alla solidità del terzo. Non c’è distinzione con la fisica celeste, perchè considerati in generale tutti i corpi di cui è composto l’universo, se ne possono trovare soltanto di tre tipi, cioè Sole primo elemento, Cieli secondo, Terra/pianeti/comete come terzo. Non c’è distinzione tra una perfezione celeste e un’imperfezione del mondo sublunare. L’unica importante distinzione di cui dobbiamo tenere presente è tra i tre elementi. I corpi misti aristotelici esistono solo sulla superficie terrestre, immaginabili come una sorta di “scorza”, generatasi sulla terra in seguito all’agitazione della materia di ciò che la circonda. Corpi misti che sono piccoli elementi, se considerati in uno sguardo cosmico. Tutta la dimensione cosmica della materia è l’unica cosa da tenere presente.
Non volendo essere noioso nell’esposizione, vuole ricorrere all’invenzione di una “favola” a rappresentazione della sua fisica. È proprio qui che se ne comprende il carattere ipotetico e l’uso di modelli. Che però deve corrispondere al mondo vero, non essendo meno utile alla vita che se fosse vera.

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