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Cartesio

Concetto di sostanza

Cartesio rinnovò la metafisica classica nel concetto di sostanza. Mentre per Aristotele la sostanza era sinolo si materia e forma, per Cartesio la sostanza è quella sorta di sub-stratum che tiene legate tutte le qualità di quell’oggetto.
Cartesio individua:
• Res cogitans: sono io come cosa pensante. La mente è libera e indipendente.
• Res extensa: è la sostanza materiale soggetta alle leggi della natura
• A queste ne aggiunge una terza, la sostanza divina che si fonda sull’idea innata di essere perfettissimo.
“Cogito ergo sum” vuol dire penso (dubito) quindi sono. Vi è identità tra essere pensare.
L’uomo dice Cartesio è sia res cogitans che res extensa. Cartesio per spiegare il rapporto tra anima e corpo introdusse la teoria della ghiandola pineale, la quale ha il compito di trasformare gli impulsi sensibili in atti mentali e viceversa. Questa sarà la parte più fragile del pensiero cartesiano poiché non riuscì mai a dimostrarne l’esistenza.
Cartesio ci parla di dubbio metodico e dubbio iperbolico.
Il dubbio metodico è quello che viene utilizzato come strumento per arrivare alla verità; è però diverso da quello degli scettici poiché loro sospendevano il giudizio.
Il dubbio iperbolico è quel dubbio che va esteso anche alle conoscenze di cui già si è certi. E’ qui che introduce l’ipotesi del genio maligno (è una metafora), una potenza malvagia che ci inganna facendoci apparire per vero ciò che vero non è.
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