Concetti Chiave
- Il soggetto nasce il 31 marzo 1596 in una famiglia di piccola nobiltà e riceve un'educazione formale al collegio di La Flèche fino al 1612.
- Critica duramente gli studi tradizionali, considerandoli "deficitari" e proponendo un metodo scientifico universale nel suo "Discorso sul metodo".
- Nel 1619, dopo tre sogni rivelatori, sviluppa una prima intuizione del suo metodo, che lo porta a trasferirsi in Olanda nel 1628 per lavorare liberamente.
- Riceve un invito dalla regina Caterina di Svezia nel 1641, ma muore l'11 febbraio 1650 a causa di una polmonite contratta nel clima rigido svedese.
- Fondò un metodo analitico deduttivo basato sull'evidenza intellettiva, che comprende analisi, sintesi, enumerazione e revisione per distinguere il vero dal falso.
Indice
Infanzia e formazione
Nasce il 31 marzo 1596 in una città vicino Parigi, da una famiglia di piccola nobiltà. Viene educato nel collegio di La Flèche, dove ci rimase fino al 1612.
Critica agli studi e metodo
Quando uscirà dal collegio sottoporrà a critica gli studi compiuti definendoli “deficitari” da un punto di vista scientifico. Tale pensiero lo espone nel “Discorso sul metodo”. Criticherà anche il metodo poiché cambiava con il cambiare degli insegnanti. Da qui nasce il bisogno di fondare un metodo utilizzabile nelle varie discipline e che doveva essere utile alla vita pratica per distinguere il vero dal falso.
Sogni rivelatori e trasferimento
Nel 1619 dice di aver fatto in una notte tre sogni rivelatori, capaci di suscitare in lui una prima intuizione del metodo.
Nel 1628 si stabilisce in Olanda, sia per godere di quella libertà filosofica e religiosa che era caratteristica del paese, sia per poter lavorare a proprio agio senza distrazioni.
Invito in Svezia e morte
Nel 1641 la regina Caterina di Svezia la invitò a stabilirsi presso la sua corte poiché voleva essere istruita nell’ambito della filosofia. A causa del clima rigido si ammalò di polmonite e l’11 febbraio 1650 morì.
Principi del metodo analitico
Lui fondò un principio analitico deduttivo alla base del quale vi è il principio dell’evidenza intellettiva. Il metodo è costituito da:
1. Principio dell’evidenza intellettiva: impone di accettare come vero solo ciò che si presenta alla mente in modo chiaro e distinto e di escludere ogni elemento sul quale sia possibile una qualche forma di dubbio.
2. Analisi: processo in cuii il problema viene scomposto nei suoi elementi più semplici e viene analizzato per cogliere gl aspetti di verità o falsità.
3. Sintesi: processo in cui il problema viene ricomposto nelle sue parti vere
4. Enumerazione e revisione: l’enumerazione è il processo di controllo dell’operazione di analisi mentre la revisione è il processo di controllo dell’operazione di sintesi.
Domande da interrogazione
- Qual è la critica principale che l'autore muove agli studi compiuti durante la sua formazione?
- Quali eventi significativi hanno influenzato lo sviluppo del suo metodo?
- Quali sono i principali elementi del metodo analitico deduttivo fondato dall'autore?
L'autore definisce gli studi compiuti come "deficitari" da un punto di vista scientifico, evidenziando la necessità di un metodo che fosse utile e costante attraverso le varie discipline, come esposto nel "Discorso sul metodo".
Nel 1619, l'autore ha avuto tre sogni rivelatori che hanno suscitato in lui una prima intuizione del metodo. Inoltre, il suo trasferimento in Olanda nel 1628 gli ha permesso di lavorare in un ambiente di libertà filosofica e religiosa.
Il metodo analitico deduttivo si basa su quattro principi: l'evidenza intellettiva, l'analisi, la sintesi e l'enumerazione e revisione, che insieme permettono di distinguere il vero dal falso attraverso un processo sistematico.