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La personalità storico-filosofica di Bruno

Filippo Bruno (il futuro Giordano) nacque a Nola nel 1548. Egli, giovanissimo, ricevette gli insegnamenti di Sarnese, che lo iniziò all`averroistica, Teofilo di Variano, che gli fece conoscere la logica, e Ravennate, l`autore dell` "Ars Memoriae", che gli insegnò la Mnemotecnica. A quindici anni d`età, nel 1563, entra nel convento di San Domenico a Napoli per approfondire gli studi di Logica, di Mnemotecnica e di Metafisica. Ben presto rivela il suo grande ingegno e la sua eccezionale memoria, ma anche le sue posizioni scettiche nei confronti delle verità del Cristianesimo. Muta il suo nome da "Filippo" a "Giordano" dal nome del suo maestro di Metafisica, Giordano Crispo. Nel 1576, a causa delle sue posizioni anticattoliche, egli viene tacciato di eresia e accusato ingiustamente dell`omicidio di un confratello. È costretto a trasferirsi prima a Ginevra e poi a Tolosa. Successivamente, viene accolto a Parigi presso la corte del re Enrico III. In questa sede, il filosofo scrive la sua prima opera, il "De umbris idearum", nel quale approfondisce la Mnemotecnica e tratta dalla filosofia platonica.Nel periodo successivo, egli opera in Inghilterra, presso gli ambienti accademici di Oxford, dove insegna, e alla corte di Elisabetta I Tudor. È in terra inglese che Bruno scrive l`intero corpus delle opere filosofiche maggiori. Scrive: Cena delle ceneri; De infinito universo et mundi; De la causa principio et uno; Lo spaccio della bestia trionfante; La cabala del cavallo pegaseo; L`asino cillenico; De eroici furori. Queste opere racchiudono l`intero e rivoluzionario pensiero dell autore. A causa della scomoda novità del contenuto delle sue opere, l`ambiente accademico di Oxford gli è ostile. Pertanto, egli torna in Francia nel periodo delle guerre di religione. Qui Bruno entra in contrasto con gli ambienti accademici del luogo. Dopo aver viaggiato in varie città tedesche, il filosofo riceve un invito a tornare in Italia da parte del nobile veneziano Mocenigo, desideroso di apprendere parte lulliana. L`aristocratico, però, viene deluso dai precetti di Bruno e quindi lo denuncia presso il Tribunale della Santa Inquisizione. Nel 1592 viene arrestato e trasferito a Roma, nelle prigioni della città. Il filosofo viene tacciato di eresia perché non riconosce la Trinità e la Transustanziazione, importanti dogmi del Cristianesimo. Nonostante fosse stato più volte sollecitato a ritrattare le sue tesi, egli non volle sentire ragioni, così venne condannato a morte e i suoi testi furono bruciati. Il primo martire della filosofia moderna (Socrate lo era stato in antichità) venne arso vivo in Campo dei Fiori a Roma il 17 Febbraio 1600.

Sulla sua vita è stato fatto anche un film, Giordano Bruno.

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