Giorgjo di Giorgjo
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Giordano Bruno

Giordano Bruno nasce a Nola nel 1548 e diviene ben presto sacerdote. Dopo numerosissimi trasferimenti, e dopo avere abbandonato l’abito sacro, viene invitato a Venezia da Giovanni Mocenigo, che desidera apprendere da lui l’arte della memoria: dopo però aver negato ogni religione ed i dogmi cristiani, Bruno viene denunciato al tribunale dell’inquisizione. Dopo aver rifiutato di rinnegare le proprie idee fu condannato a morte e bruciato vivo a Campo Dei Fiori nel 600’. Egli compì numerose opere sia in latino che in italiano, come De la causa e De immenso et innumerabilis. Il filosofo, secondo Bruno, è il furioso assetato di infinito che con uno sforzo eroico riesce a dispiegare le cose. Il furore è l’entusiasmo così appassionato da far dimenticare ogni interesse per sé stessi come individui. L’eroico furore, spiegato attraverso il mito di Atteone, è l’amore per la verità. Bruno afferma che la vita è conflitto tra bene e male: non esiste bene se non attraverso la sconfitta del male. Il mondo è il campo di battaglia, sede di attività umana. Inoltre stabilisce una scala di valori per la vita: la verità come principio assoluto, la prudenza, la sofia o sapienza, e la legge che regola le società umane. Dalla tradizione umanistica Bruno ricava inoltre una costellazione di valori che costituiscono i principi della condotta virtuosa. L’essere è l’originale sostanza del tutto, ciò da cui tutto deriva e in cui tutto ritorna. L’essere è eterno, divino, ed è Dio, principio immanente della realtà. Essa è una sola, costituita di spirito e materia, in cui gli opposti coincidono e ciascuna cosa è eterna.

L’uno è causa universale, da cui tutto procede necessariamente: anche l’universo è unico ed eterno, ma soprattutto infinito. Attraverso la teoria copernicana Bruno afferma non solo che la terra non sta al centro dell’universo, ma anche che l’Universo non ha alcun centro, ed è costituito da più sistemi solari. Anche Dio è infinito, ed è proprio lui la causa immanente che produce l’universo. Dio è una mente superiore ad ogni cosa, e pertanto non possiamo conoscerlo: è però allo stesso tempo presente in ogni cosa. Dio è forma, in quanto anima del mondo che plasma la materia.
L’uomo è ente fra gli enti, e non possiede nessuna qualità particolare: Bruno si dichiara però a favore dell’esaltazione della fatica, dell’ingegnosità e del lavoro umano.
Nell’ultima fase del suo pensiero Bruno riformula la sua visione del mondo ponendo alla base il triplice minimo, ovvero l’atomo, facendo derivare da esso la diade, la triade, e così via fino alla decade. Egli non diede mai comunque una spiegazione scientifica alle sue teorie, preferendo piuttosto la magia che consentiva all’uomo di dominare le forze della natura. Bruno predilige anche la mnemotecnica, che si impadroniva del sapere con artefici mnemonici e faceva progredire la scienza con una tecnica inventiva rapida e miracolosa.

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