Giordano Bruno
Nasce nel 1548 a Nola. Amante della vita Bruno sviluppa un forte interesse per la natura definita tanto viva quanto animata. Scaturisce così una predilezione per la magia e per la mnemotecnica, ossia la capacità di apprendere tutto il sapere riconducendo i concetti a parole, suoni ecc.. il suo atteggiamento è ostile nei confronti della religione e ancor più del cattolicesimo in quanto nega libertà di pensiero, impone dogmi, introduce la discordia fra popoli ed esalta l’ignoranza come scienza più bella del mondo. Parallelamente Bruno auspica e mette in pratica la religione dei teologia, ossia il filosofare dei dotti che cercano la via per arrivare a Dio. Questo è visto sotto due aspetti differenti: “mens super omnia”, la quale è trascendente e inconoscibile e quindi è puramente oggetto di fede, “mens insita omnibus”, che si differenzia dalla prima in quanto è accessibile alla ragione umana, quindi conoscibile ed è causa dell’essere in quanto produttrice del cosmo, principio dell’essere poiché è elemento costitutivo di tutte le cose.

Forma e materia possono essere distinti astrattamente in quanto la prima, che è l’anima del mondo che opera tramite l’intelletto universale, plasma la seconda. L’unica sostanza universale e infinita è la natura la quale è o Dio stesso, o la virtù divina che si manifesta nelle cose. Essendo uno degli esponenti più importanti del Copernicanesimo, si oppone alla visione aristotelico - tolemaica affrontando e portando avanti la tesi dell’universo infinito e illimitato, ospitante in se una molteplicità inesauribile di mondi e creature. Bruno morirà arso vivo nel 1600 in campo di fiori a Roma in quanto rifiutò, dopo sette anni di carcere, di ritrattare le sue tesi antireligiose.

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