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Francesco Bacone - Vita e opere

Francesco Bacone fu un filosofo inglese al quale non si possono attribuire scoperte scientifiche, ma egli diede un grande contributo per la nascita della scienza moderna e la nuova concezione di scienze. Egli era convinto che la scienza fosse una collaborazione tra ricerca sociale e gruppo sociale, una collaborazione ed è per questo che si costruisce lentamente con l’apporto di tutti. Egli rivalutava le arti meccaniche come sapere e conoscenza collettiva, opponendosi alle idee che fino ad allora aveva visto come scienziati solo i monaci, i medici, gli umanisti, i filosofi. Anche Aristotele aveva parlato con disprezzo degli operai meccanici considerandoli quasi schiavi per la loro inferiorità. Con Bacone le arti meccaniche diventano necessarie alla filosofia, perché sono forme di conoscenza legate alla pratica e all’opera delle mani che è necessario alla filosofia perché completa l’essenza dell’uomo. Le arti meccaniche indicano un sapere tecnico che mostra la “natura in movimento”. Con la difesa delle arti meccaniche si ha una svolta nel pensiero occidentale che vedeva queste arti come basse e villane ( tanto che l’insulto più offensivo era “vile meccanico” nel ‘600)

Bacone nacque a Londra nel 1561, studiò a Cambridge e iniziò la carriera politica in Parlamento e poi come giudice. L’ultimo periodo della sua vita fu segnato da un fatto molto triste: la denuncia per corruzione per alcune somme di denaro ricevute prima del giudizio emesso. Bacone fu condannato e fu espulso dal Parlamento e dagli incarichi pubblici. Dedicò gli ultimi anni allo studio, morì a Londra il 9-4-1626 per una polmonite. Tra i suoi scritti i più importanti sono: “ Sulla dignità e il progresso del sapere divino e umano”, Sull'interpretazione della natura e sulla scienza operativa”, “La confutazione delle filosofie”, “Sulla dignità e il progresso delle scienze”, “Nuova Atlantide”.
Bacone metteva alla base del progresso le arti meccaniche perché le filosofie sono immobili, mentre le arti si trasformano e progrediscono favorendo il progresso della scienza. Cambia la concezione aristotelica secondo cui la natura era in contrapposizione all’arte, e per questo il filosofo rivaluta i prodotti artificiali costruiti dall'uomo, perché sono frutto di una tecnica che porta al progresso. Inoltre le arti meccaniche sono: forme di conoscenza, sapere progressivo, sapere collettivo( per la collaborazione). Secondo Bacone la mente umana all'origine era come uno specchio chiaro, poi diventa come uno “specchio incantato” pieno di credenze e di superstizioni anche a causa della filosofia che allontana dall’umiltà necessaria a capire il mondo. Per il filosofo (“ Novum organum”) l’uomo deve liberarsi dagli idola ( pregiudizi) che lo bloccano verso la vera conoscenza: gli idola tribus ( della tribù), che concepisce il mondo solo in funzione dell’uomo; idola specus (della caverna) che presentano il mondo secondo le influenze dell’ambiente, degli amici e dell’educazione; idola fori (del mercato) che nascono dal contatto degli uomini che si scambiano pregiudizi e ignoranza attraverso il linguaggio; idola theatri( del teatro) che diffondono le falsità della tradizione.
Bacone riconosce due logiche: una nel campo della conversazione e della vita civile; l’altra nel progresso e nella conquista della realtà naturale. La prima logica si serve dell’induzione che va dalle cose particolari ai principi generali; la seconda deve usare l’induzione come”interpretatio”, ossia la scoperta di un principio per organizzare i dati dell’esperienza. La vera induzione procede per esclusione da qui la necessità di usare” le tavole delle assenze”. Per arrivare alla vera forma di una natura ( ipsissima res) bisogna eliminare tutte le forme che non corrispondono alla natura in esame. Si può dire che Bacone sostituisce il senso di atomo con quello di “natura semplice”, perché sono misurabili e costituiscono l’alfabeto della natura.
Per forma egli intende la struttura del corpo nelle sue particelle, in una visione fisico-chimica ( che oggi chiameremo molecolare), e quindi le proprietà dei corpi sono il risultato del loro movimento delle particelle “ filosofia meccanica”. Bacone si muove contro la magia che considera pura immaginazione, superstizione e azzera le intelligenze e per questo molto pericolosa( contro Platone). A tal proposito egli ribadisce l’idea dell’uomo come interprete della natura perché è solo dalla natura che può imparare con la pratica. La sua opera più importante è “Nuova Atlantide”, nella quale c’è quasi un messaggio profetico: a Bensalem, l’isola dove vive questa comunità, gli abitanti sono sereni con un alto livello di vita, con un grande benessere, perché non esiste venalità, e la prostituzione e l’omosessualità vengono condannate e vietate. In questa comunità regnano la cortesia, il rispetto, la generosità, la gentilezza nei modi e questo accordo è il segreto di una unione di questa società. Soprattutto l’osservanza delle regole morali.
In questo libro il filosofo esprime una netta separazione tra scienza e politica, perché gli scienziati vivono in solitudine e discutono in segreto delle loro scoperte e valutano se renderle pubbliche o no, sempre ai fini della stabilità sociale. La politica è utopica, perché mancano i ruoli della magistratura, della nobiltà e del principe. Secondo Bacone la scienza genera ambiguità in quanto la tecnica genera ricchezze ma può essere origine del male, anche se nello stesso tempo la scienza è pubblica e deve migliorare le condizioni di vita dell’uomo. I luoghi della scienza sono le Accademie dove si fa ricerca e dove si eredita il sapere. Il progresso è nella scienza moderna, il passato è l’infanzia dell’umanità.

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