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Quella che Francesco Bacone propone è una vera e propria riforma dell’intero sistema della scienza. Lui teorizzava una divisione del sapere in memoria, immaginazione e ragione, a cui corrispondo rispettivamente la storia, la poesia e la filosofia. Tuttavia non tutti i tipi di filosofia sono positivi per il progresso umano; lui tiene in grande considerazione l’esperienza, e condanna quei filosofi che traggono conclusione basandosi su pochi dati o male interpretandoli, o coloro che sono troppo legati a una filosofia eccessivamente legata a fini religiosi o superstiziosi.


Quella che lui esprime è una vera e propria condanna dei pregiudizi, da lui chiamati idola, che impediscono all’uomo di arrivare alla vera conoscenza scientifica. La condanna di Bacone include anche il sapere antico, che non va considerato corretto a prescindere solo in virtù della sua antichità. Il metodo scientifico da lui proposto è di tipo induttivo, basato sulle cosiddette tavole di presenza, assenza ed eventualmente grado di un determinato fenomeno nell’ambiente. I pregiudizi che impediscono la reale conoscenza delle cose all’uomo sono di diversi tipi: sono dovuti a un’errata interpretazione dei dati sensibili, ai trascorsi di ognuno, a un non corretto uso del linguaggio, non sempre adatto per la descrizione dei fenomeni. In Bacone tuttavia la conoscenza piena delle cose è irraggiungibile, ed anzi è presente ancora una concezione spirituale della materia, secondo lui dotata di propri desideri e tendenze scientificamente analizzabili.
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