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L'ideale filosofico di Bacone

Bacone intende instaurare la scienza dalle basi, secondo il titolo grandioso di quell'opera, rimasta incompleta, che avrebbe dovuto costituire una grande enciclopedia delle scienze: Instauratio magna scientiarum ab imis fundamentis. Convinto che la verità è figlia del tempo e non può essere ancorata all'autorità degli antichi, perché gli uomini moderni posseggono una più abbondante ricchezza di esperienze, e quindi di conoscenze, rifiuta decisamente il pensiero della tradizione e polemizza contro Aristotele ed i seguaci di questo filosofo. Egli auspica quindi una nuova scienza, adeguata ai tempi, che permetta all'uomo di esercitare il suo dominio sulla natura e sia capace di rendere migliori le condizioni dell'umanità. Non ricerca disinteressata, quindi, bensì mossa da fini pratici, perché la scienza non serve a niente, se non cambia la faccia della terra, e l'uomo, che è stato destinato da Dio ad essere il re del creato, legittimamente aspira a instaurare il suo regno (regnum hominis) sopra il mondo naturale.

In questo egli prosegue l'indirizzo rinascimentale che assegna alla magia il compito di sottoporre gli spiriti misteriosi della natura, ma il proposito è nuovo perché egli non vuole dominare e assoggettare forze oscure, bensì intende scoprire le leggi effettive della realtà.

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