Mongo95 di Mongo95
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• Le accademie e la tolleranza
I primi gruppi di coloro che si autodefinivano “filosofi naturali” fondarono, all’interno della più grande società nella quale vivevano, più piccole e tolleranti società. Abbiamo la Royal Society (1660), o l’Accademia dei Lincei (1603). Coloro che si associavano nelle accademie intendevano proteggersi soprattutto da due cose: la politica e l’invadenza delle teologie e delle chiese. Erano luoghi dove venivano scambiate informazioni, discusse ipotesi, analizzati e realizzati in comune esperimenti. L’assunzione di uin atteggiamento critico verso le affermazioni di chiunque come norma principale. La verità non è legata all’autorevolezza della persona che la enuncia, ma solo all’evidenza degli esperimenti e alla forza delle dimostrazioni. Si ha una presa di posizione in favore del rigore linguistico e del carattere non allusivo della terminologia. Le teorie devono essere integralmente comunicabili e gli esperimenti continuamente ripetibili. La facoltà di giudicare il bene e di distinguere il vero dal falso è uguale per natura in tutti gli uomini. Il metodo della scienza tende a far scomparire le differenze tra gli uomini e ad uguagliare le loro intelligenze. Il metodo della scienza è più importante della genialità degli individui, il fine della filosofia non è quello del miglioramento del proprio intelletto ma di quello di tutti gli uomini. La verità dipende solo dall’evidenza degli esperimenti e dalla forza delle dimostrazioni. Ogni uomo può giungere alla verità. Non ci sono più uomini animali e uomini spirituali, non ci sono persone sacre e non ci sono testi sacri. Possiamo discutere di tutto e la varietà delle nostre opinioni è un bene da difende, non un male da estirpare.

• L’idea di progresso
Bacone definisce l’antichità come la giovinezza del mondo e l’età presente come la maturità e la vecchiezza, che ha maggiori conoscenze e più ampie capacità di giudizio. Si dice che bisogna rispettare l’antichità. Ma non si considera che essi erano uomini come noi, della nostra stessa specie, e che per di più il mondo del tempo in cui viviamo è di duemila anni più vecchio e ha più esperienza. Il lento accumularsi dell’esperienza è la garanzia di un progresso o di una crescita del genere umano. Sulla base di una nuova immagine della scienza come costruzione progressiva si era andato formando anche un modo nuovo di considerare la storia umana. Che appare come il risultato dello sforzo di più generazioni, ciascuna delle quali utilizza le fatiche delle generazioni precedenti, come il lento accumularsi di esperienze successivamente perfezionabili. Il soggetto conoscente non è l’individuo isolato, ma l’intera umanità che progredisce nel tempo. L’umanità, non questo o quell’uomo, è diventata protagonista effettivo della storia.

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