Tommaso d’Aquino

Tommaso fu un filosofo aristotelico e cristiano, cercò di conciliare la filosofia di Aristotele con il cristianesimo. Il filo conduttore della filosofia tomistica è il rapporto tra fede e religione, ovvero il rapporto tra teologia e filosofia. Secondo Tommaso, tra fede e religione non ci può essere contraddizione perché esiste una sola verità e fonte di questa verità è Dio, e siccome egli è infinitamente buono e perfetto non può ingannarci con due verità, di conseguenza ragione e fede non possono contraddirsi tra di loro perché condurranno entrambe alla stessa verità.
La differenza è che la ragione può arrivarci fino a un certo punto, da quel punto in poi subentra la fede. Per Tommaso, infatti, la teologia è superiore perché arriva laddove la filosofia non è capace di arrivare, ma non nega il ruolo della filosofia, vista come un ancella della teologia, cioè serve alla teologia in tre modi:

1) dimostrare per via razionale alcune verità di fede, come l’esistenza di Dio
2)chiarire attraverso immagini quali similitudini, metafore, parabole alcune verità di fede, un po’ come il mito per Platone, che aveva uno scopo didattico - educativo per far comprendere alcune verità filosofiche
3) per difendere la teologia, ovvero attraverso la filosofia si possono screditare alcune argomentazioni contro il cristianesimo.
Tommaso elaborò cinque prove dell’esistenza di Dio, tutte a posteriori, che vengono anche chiamate «le cinque vie per arrivare a Dio». Essendo aristotelico, queste sue cinque prove ricordano molto la filosofia di Aristotele, soprattutto la visione del filosofo greco del Dio, ovvero tutto è in movimento, ogni cosa si muove grazie al movimento di un’altra che è mossa a sua volta da qualcos’altro, ma non potendo risalire all’infinito il filosofo individua un primo motore immobile che muove per attrazione ma non è mosso da nulla. Esse sono:
1. EX MOTU (dal moto) = spiega Dio a parte dal movimento, è detta anche prova cosmologia perché parte appunto dal mondo, dal cosmo. Ritroviamo in questa prima prova la stessa teoria di Aristotele del primo motore immobile.
2. EX CAUSA (dalla causa) = detta anche prova causale, spiega Dio a partire dal concetto di causa, ogni fenomeno nell’universo è l’effetto di una causa che a sua volta sarà l’effetto di un’altra causa e siccome non si può risalire all’infinito nella ricerca delle cause si arriverà ad un punto primo che è causa di tutto l’universo e che però non sarà effetto di nessuna causa. Vede Dio come causa efficiente, causa prima.
3. EX POSSIBILI ET NECESSARIO = In filosofia possibile e necessario sono due concetti opposti. Possibile è ciò che è così ma potrebbe essere anche diverso mentre necessario è ciò che è così e non può essere altrimenti. Nel mondo ci sono una molteplicità di cose possibili che derivano da altre cose possibili, cioè sono rese possibili da altre cose a loro volta possibili e siccome non si può risalire all’infinito nella ricerca delle possibilità si arriverà ad un punto primo, che sarà necessario. Vede Dio come essere necessario che rende possibile tutte le cose, tutto l’universo.
4. EX GRADU = argomento dei gradi di Anselmo d’Aosta. Vede Dio come sintesi di tutti i valori assoluti dei quali nel mondo possiamo osservare i vari gradi, ovvero Dio come essere supremo e perfetto.
5. EX FINE (dal fine, scopo) = anziché risalire all’indietro, Tommaso in questa prova si proietta in avanti e cerca quale sia il fine dell’universo. Ogni cosa ha uno scopo immediato,ma tutti questo scopi tenderanno verso uno scopo universale, Dio, inteso come scopo generale dell’universo. Vede Dio come causa finale, scopo.
Kant troverà un errore di fondo in tutte queste tesi, e cioè il salto dal mondo terreno a quello ultraterreno, mettere Dio al di fuori di del mondo partendo dal mondo stesso.

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