Mongo95 di Mongo95
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Medico, esperto di diritto religioso e filosofo, intende procedere in una razionalizzazione del giudaismo attraverso gli strumenti offerti dalla filosofia e in particolare dall’aristotelismo. Scrive “Guida dei perplessi” e il “Trattato sull’arte della logica”. Nel primo, si propone di interpretare le Scritture della tradizione religiosa ebraica attraverso le risorse e le tecniche messe a disposizione dalla filosofia. È quindi un’opera esegetica, in particolare sull’ “opera della creazione” (cioè l’inizio della Genesi) che corrisponde in filosofia alla fisica; e sull’ “opera del carro” (cioè le visioni di Isaia, Ezechiele e Zaccaria) che corrisponde alla metafisica. I “perplessi” sono quegli ebrei che conoscono sia la legge giudaica che la filosofia aristotelica, ma sono in dubbio circa la possibilità di una loro effettiva conciliazione. La soluzione: le due vie conducono in realtà ai medesimi risultati, purchè si superi il livello puramente letterale dell’interpretazione dei testi sacri per coglierne il significato allegorico o nascosto. Ma sono pochi davvero in grado di unire questi due studi (--> componente esoterica --> “scrittura della reticenza”). Quindi le Scritture non possono essere in contrasto con la filosofia, ma l’approccio è particolarmente interessante perché troviamo una prima rassegna delle regole e delle cautele ermeneutiche a cui bisognerebbe sempre attenersi nella lettura di qualsiasi testo.

Maimonide elabora anche una prova dell’esistenza di Dio fondata sui concetti di contingenza e necessità (logica modale). Il mondo è in sé contingente e dipende dunque da altro; ma ciò da cui dipende in ultima istanza non può essere a sua volta contingente, sia perché così si andrebbe avanti all’infinito nella catena delle dipendenza, sia perché, se tutto fosse da sempre contingente, niente avrebbe potuto garantire la realizzazione di queste possibilità, nulla sarebbe esistito. Il mondo quindi esige una causa la cui esistenza non sia altrettanto contingente, ma necessaria; d’altra parte, ciò che esiste necessariamente non può che essere unico, e deve pertanto coincidere con Dio.
Maimonide conclude anche che sia la tesi dell’eternità, sia quella della creazione temporale del mondo sono entrambe filosoficamente indimostrabili, e neppure la Bibbia sembra dimostrare con certezza la creazione temporale del mondo. Però si ammette la dottrina dell’eternità ex parte post, cioè che il mondo possa sussistere perpetuamente dopo la creazione.

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