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Dai molti all'Uno, dall'Uno ai molti


Plotino accetta gli insegnamenti di Platone circa la molteplicità così come vengono sviluppati nei dialoghi dialettici, tuttavia è a conoscenza dei dibattiti post-Platone nelle scuole Aristoteliche e del rapporto tra Dio(=atto puro, pensiero di pensiero) e intelligibili.
Pensa che non è possibile ammettere che si tratti di un rapporto di reciproca estrinsecità come se Dio si trovasse rispetto agli intelligibili analogo a quello di una mente perfetta che contempla idee indipendenti e anteriori ad essa. Per Plotino l’unità tra intelletto e gli intelligibili e diversità di funzioni analogo a quella delle diverse parti di un sistema scientifico rispetto al sistema.
Esempio: la geometria non è una semplice somma di tutti i teoremi e problemi discontinui, ma è un di problemi e teoremi nella loro reciproca condizioneà unità della scienza geometrica
In realtà quest’esempio è imperfetto perché la scienza e i teoremi sono diversi da intelletto e intelligibili: l’intelletto non è infatti un sistema di intelligibili, ma di attività intellettive e in quanto tale comporta sempre uno sdoppiamento tra pensante e pensato, tra azione quindi comprendere e ciò che viene compreso.
Per Plotino è importante risolvere un problema fondamentale: il rapporto unità-molteplicità, infatti la prima esperienza che facciamo è molteplice che è impensabile senza unità. Dunque partendo dai molti Plotino pone come condizione di pensabilità dei molti l’unità. Senza l’Uno è impossibile pensare il molteplice, che sarebbe impensabile, indefinibile e inesistente.
L’uno è il primo elemento fondamentale ( ipostasi) del tutto, o meglio prima non è né l’uno né i molti. Senza uno non ci sono i molti, ma senza i molti non c’è l’uno. Il processo dall’uno ai molti e viceversa è un unico processo.
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