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Plotino - Filosofie Orientali

Plotino nacque a Licopoli il 205 A.C. e morì a Minturno il 270 A.C.
È considerato l’ultimo grande poeta pensatore dell’età classica, riprende le idee dall’ultimo Platone, in particolare il tentativo di mettere in relazione l’unità (il mondo delle idee) con la molteplicità (il mondo attuale).
La domanda che si pose continuamente è: se esiste un unico principio (che è il creatore di ciò che esiste) qual’è il suo rapporto con noi?
Secondo Plotino le Filosofie possono essere Moniste, e in questo caso si basano sull'esistenza di un unico principio e di un'unica realtà, oppure Dualiste, e in questo caso si basano sull’esistenza di due principi e due realtà.
Plotino aveva una visione diversa del Panteismo rispetto a quella attuale, in quanto pensava che il crede in molti dei indicasse il fatto che Dio è in tutte le cose e tutte le cose sono in Dio.

Tutte le religioni Creazioniste dono Dualiste, perchè il Dio in cui credono crea qualcosa dal nulla estraneo a lui.
Le Filosofie Orientali a cui Plotino si ispira sono principalmente:
- L'Induismo, che vide il suo massimo splendore dal 1200 al 1300 A.C., da cui prese il concetto di liberazione dal Samsara (il ciclo delle nascite).
- Gli Sciamani Siberiani, dai quali riprese la teoria della metempsicosi (che spiega appunto il Samsara).
- Il Buddismo, da cui riprese il Nirvana come obbiettivo a cui puntare.
Plotino guardò alle Filosofie Orientali in quanto a suo parere gli Orientali sono Monisti, e vedono nella vita un passaggio per tornare all’unione con il Dio (induismo) o con il nulla (Nirvana – Buddismo).
Altri due principi fondamentali che Plotino riprende da queste filosofie sono il Karma e il Dharma.
Il Karma corrisponde al destino individuale che segue tutte le vite, mentre il Dharma è la legge universale che governa tutto, in base alla quale ogni nostra azione ha una conseguenza, e se questa non è visibile in questa vita, lo sarà nella prossima.
Plotino segue le Filosofie Orientali, quindi all’opposto di noi considerava il corpo il male e aspirava a perderlo (come gli Induisti e i Buddisti).
Secondo Plotino il tempo non esiste, è un illusione: quando si raggiunge l’estasi il tempo si ferma.
Plotino aveva definito anche la differenza di pensiero tra Dualisti e Monisti.
Dualisti: noi siamo una realtà separata da Dio.
Monisti: tra noi e Dio c’è un collegamento, e dopo il ciclo di reincarnazioni torneremo da lui.
Plotino ritiene che il rapporto tra l’uno e i molti sia di inclusione, quindi noi siamo in Dio (teoria monista).
La frase celebre di questo filosofo è: “Ricongiungi il Divino che è in te con il divino che è fuori di te”
Plotino identificava la liberazione dal dolore con la liberazione dalla passione, che porta solo a un subire ulteriore dolore: per questo professa la compassione Buddista, cioè la comprensione della sofferenza altrui più che la pietà Cristiana, un sentimento positivo in cui però non c'è condivisione del dolore con gli altri esseri umani.
L'Amore Cristiano infatti è un amore per gli altri, ma senza identificazione della sofferenza altrui con la propria, al contrario dell'Amore Buddista che consiste in un amore per gli altri e quindi per sé stessi in quanto tutti gli uomini soffrono per la stessa cosa.
Per Plotino la felicità dell’uomo consisteva nell’unione con l’uno, ciò da cui deriva tutto.
Esistono nel mondo terreno dei Movimenti Illusori:
- Il Protos, cioè l'uscita, il distacco dall’uno che porta dall’uno alla creazione di "molti" (le cose terrene".
- L' Epistrofè, cioè l'entrata, il ritorno all’uno che porta dai molti di nuovo all’uno.
L'Ipostasi è la scissione dell'uno: attraverso questo meccanismo si passa dall'Uno al tutto (l’origine), all'intelletto e infine all'anima (ultima propagine dell’uno).
Per comprendere meglio l'Ipostasi si fa solitamente il riferimento con un albero:
Tronco e radici: uno.
Rami: intelletto.
Foglie e piccole ramificazioni: anima.
Attraverso la contemplazione (cioè il pensiero nell'uomo) si ha una scissione tra pensante e pensato, e da questo momento in poi si può intraprendere il viaggio di ritorno all'uno.
Per spiegare meglio questa scissione si pensi a noi stessi riflessi in uno specchio: quando si è davanti allo specchio ci si divide in pensante (te stesso) e in pensato (il te stesso che guardi allo specchio).
Il viaggio verso l’uno inizia con la nostalgia (voglia di ritorno all’uno): l’infelicità dell’uomo è data dall’egoismo (rinchiudersi in sè stessi), e per arrivare alla felicità (l’uno) bisogna quindi liberarsi dall’egoismo.
Il grado preliminare per arrivare all’uno consiste nel rispetto delle Virtù Civiche (cioè rispettare le leggi e gli altri).
I gradi del percorso verso l’Uno possono essere divisi in tre fasi:
- Arte: secondo Plotino l’arte ha il compito di riprodurre la bellezza, quindi se l’uno è bellezza e l’arte la riproduce ci consente di avvicinarci all’uno.
- Amore: noi amiamo le cose belle: l’amore è l’idea più visibile.
- Filosofia: la filosofia culmina con l’estasi (fusione tra pensante e pensato che porta all'uno).
Non sono presenti molte descrizioni del processo dell'estasi, in quanto Plotino afferma che essa non può essere descritta perchè già la parola è una scissione tra soggetto e oggetto (pensante e pensato), mentre l'estasi è proprio l'unione completa da questi due.
La famosa teologia negativa Plotiniana afferma che l’uno non può essere racchiuso in una definizione, è ineffabile: l’uno va inteso non come il contrario dei molti, ma come l’inizio della ricerca.
Infine Plotino riprende la concezione i bellezza di Platone modificandola: secondo Platone la bellezza è un idea, quindi una manifestazione del Bene (l’idea principale).
Secondo Plotino invece la bellezza è bellezza pura, poi può essere detta Bene.

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