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• La pluralità delle culture medievali
Il pensiero medievale non coincide solo con quello latino e cristiano, ovvero con l’insieme delle opere non più composte in greco e in qualche modo connesse alla diffusione del cristianesimo.
Inoltre, per quanto riguarda l’aspetto geografico, ci sono quattro ambiti socio-culturali ben distinti:
1. Greco-bizantino
2. Arabo-islamico
3. Ebraico
4. Latino-cristiano
Questi diversi ambiti socio-religiosi entrano in contatto e talvolta in conflitto fra loro, dando vita a scambi culturali. Per quanto riguarda la circolazione dei testi, nel solo mondo latino si può distinguere tra:
a. Periodo (VI-XII secolo) di conoscenza molto limitata dei testi filosofici antichi
b. Periodo scolastico (XIII secolo in po) di studio istituzionale nelle Università
Al contrario, già attorno al IX secolo gli arabi avevano tradotto nella loro lingua la quasi totalità delle opere filosofiche e scientifiche greche. Si nota quindi il ruolo essenziale svolto dagli arabi nella conservazione e trasmissione delle dottrine filosofiche. La prima lingua che la filosofia ha parlato, dopo il greco, è stata l’arabo, e senza la mediazione araba è assai probabile che il mondo latino e cristiano non avrebbe mai avuto la possibilità di accedere al patrimonio filosofico dell’Antichità. Non appeno però il mondo latino entrò in possesso dei testi filosofici e scientifici arabi e greci, si crearono in esso le condizioni per uno sviluppo scientifico senza precedenti, che fu poi promosso dalla fondazione delle Università.

• Il radicamento istituzionale della filosofia nel Medioevo
Il Medioevo è caratterizzato da una straordinaria produzione filosofica. Per la prima volta la filosofia stessa divenne oggetto di un insegnamento pubblico. I metodi stessi di insegnamento e di ricerca rendono il sapere medievale un sapere critico.
Per la prima volta, è stato sancito il principio della libertà d’insegnamento (libertas docendi). Inoltre, è al Medioevo che dobbiamo essenzialmente la forma con cui ancora pratichiamo oggi la filosofia:
a. Per il lessico
b. Per il modo di studiarla e utilizzarla, attraverso l’insegnamento, le discussioni pubbliche e la pubblicazione di libri
C’è anche la figura di colui che esercita un mestiere intellettuale, dunque anche del filosofo di professione.

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