Concetti Chiave
- Il termine occasionalismo, nel contesto del pensiero di Simmel e Schmitt, implica che tutto è fluttuante e le emozioni sono centrali rispetto ai contenuti stessi.
- Nicola Malebranche, pensatore del ‘600, sostiene che il pensiero umano è solo un'occasione per l'azione di Dio, negando la causalità fisica nel cartesianesimo.
- David Hume critica il principio di causalità, le cui origini si trovano nell'eliminazione del principio di causa proposta da Malebranche, nonostante la sua visione laica.
- La posizione di Malebranche differisce da quella di Tommaso d'Aquino, poiché Malebranche esclude le "cause seconde" a favore di Dio come unica causa.
- Secondo Simmel, l'opera espressionista è vista come un'occasione in cui l'emozione dell'artista prevale sul soggetto, rendendo indifferente il contenuto dell'opera.
Il concetto di occasionalismo
Il termine “occasione” colpisce perché, negli stessi anni in cui Simmel scrive il suo saggio, un noto politologo e filosofo del diritto, Carl Schmitt, il pensatore della teologia politica del ‘900, scrive un saggio sul romanticismo come occasionalismo politico: egli resuscita quel tipo di pensiero che, nel corso della modernità, prende il nome di “occasionalismo”.
Malebranche e la causalità?
Nicola Malebranche fu un grande pensatore metafisico, che ebbe un’enorme importanza nel pensiero del ‘600 e, addirittura, è un punto chiave per capire la nascita dell’empirismo di Hume. Egli aveva tolto alla natura le cause; era un oratoriano cartesiano (era un religioso e al tempo stesso un deciso cartesiano): egli toglie la causalità in quanto tale ai corpi per risolvere alcuni problemi del cartesianesimo, cioè il rapporto tra res cogitans e res extensa, tra anima e corpo (che in Cartesio non si capiva come avveniva, si parlava della ghiandola pineale come punto di raccolta, ma non si capisce come l’anima agisce sul corpo). Non esiste, a suo avviso, causalità fisica; ma se tolgo il principio di causalità resta comunque l’enigma di una corrispondenza tra gli atti mentali e gli atti fisici: Malebranche risolve il problema sostenendo, teologicamente e metafisicamente, che il mio pensiero è solo l’occasione perché l’unica causa (Dio), non ne rimangono altre, possa determinare l’alzata del braccio. In altre parole, il mio atto mentale non è la causa, ma è l’occasione mediante cui l’unica causa, che è Dio, si alzi. L’unico essere motrice (che può muovere), l’unico motore è Dio. In questa maniera egli risolve, a suo modo, il problema di Cartesio e al tempo stesso dimostra, nello spirito di tanta parte del pensiero tra ‘500 e ‘600, che l’uomo nulla può se non si affida all’agire di Dio: un incontro singolare tra una problematica cartesiana e una problematica teologica. Una posizione quella di Malebranche che assomigliava molto più alla posizione di Calvino che a quella di Tommaso: questi non avrebbe certamente mai accettato questa eliminazione delle “cause seconde”, dal momento che tutto il suo pensiero le presuppone.
Hume e l'influenza di Malebranche
Come Malebranche, anche Hume critica il principio di causalità: egli aveva studiato a fondo Malebranche, la critica al principio di causa di Hume affonda le sue radici nell’eliminazione del principio di causa di Malebranche. Paradossalmente il laico Hume, che a malapena credeva negli dei, presuppone l’iter teologico di Malebranche nella sua critica al principio di causa.
Il romanticismo secondo Schmitt
Ne Il romanticismo politico, Carl Schmitt sostiene che nel Romanticismo tutto è fluttuante e nulla è fermo, tutto è occasione e nulla è stabile; un po’ come lo stadio estetico della vita messo in luce da Kierkegaard, diversamente dalla vita etica, il continuo passaggio da un’occasione all’altra. Secondo Simmel, l’opera espressionista diventa puramente occasione del fatto che in un preciso momento l’artista prova certe emozioni: il soggetto dell’opera diventa indifferente, può essere qualsiasi cosa perché ciò che conta è la mia emozione che si esprime attraverso un contenuto occasionale. Non è il contenuto in sé ad essere importante, ma ciò che esso rivela della mia passione: l’occasionalismo rende indifferente il contenuto.
Domande da interrogazione
- Che cos'è l'occasionalismo e come si collega al pensiero di Carl Schmitt?
- Qual è il contributo di Malebranche alla comprensione della causalità?
- In che modo Hume è influenzato dal pensiero di Malebranche?
- Come si manifesta l'occasionalismo nell'arte secondo Simmel?
- Qual è la differenza tra la visione di Malebranche e quella di Tommaso d'Aquino riguardo alle cause?
L'occasionalismo è un concetto che, secondo Carl Schmitt, si applica anche alla politica nel Romanticismo, dove tutto è fluttuante e nulla è stabile. Schmitt riscopre questo pensiero, che ha radici nella modernità, per descrivere un'epoca in cui le occasioni dominano le azioni.
Malebranche, grande pensatore del '600, elimina la causalità fisica dai corpi, sostenendo che il pensiero umano è solo un'occasione per l'azione divina. Dio è l'unica causa che determina gli atti, risolvendo così il problema cartesiano del rapporto tra anima e corpo.
Hume critica il principio di causalità, un'idea che affonda le sue radici nell'eliminazione della causalità proposta da Malebranche. Nonostante il suo scetticismo religioso, Hume presuppone l'iter teologico di Malebranche nella sua analisi critica.
Simmel descrive l'opera espressionista come un'occasione che riflette le emozioni dell'artista in un dato momento. Qui, il soggetto diventa indifferente, poiché ciò che conta è l'emozione espressa, non il contenuto dell'opera stessa.
Malebranche elimina le "cause seconde", sostenendo che solo Dio è l'unica causa, mentre Tommaso d'Aquino presuppone l'esistenza di tali cause nel suo pensiero. Questa differenza evidenzia un contrasto tra una visione teologica radicale e una più tradizionale.