pexolo di pexolo
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Teorie etiche e politiche


Come è possibile all'uomo aver conoscenza oggettiva degli esseri, cioè conoscerli nella loro reale collocazione ontologica, così l'uomo può valutare univocamente il valore morale delle azioni, mettendole a confronto (« sintesi »), nel «giudizio pratico », con i valori morali, noti all'uomo sia attraverso la Rivelazione, sia attraverso la «dottrina del bene » (agatologia). Perciò, la dottrina morale deve favorire la conformità del comportamento ai principi eterni della morale cattolica, massima espressione umana del Bene in sé. Analogamente, la politica (egli fu favorevole a una moderata democratizzazione delle istituzioni) dev'essere finalizzata a facilitare il conseguimento della conformità tra comportamento dei cittadini e valori cristiani.

Differenze con Kant

Una differenza macroscopica tra i due autori è che Rosmini riduce radicalmente la tavola categoriale kantiana, da dodici a una sola categoria («essere »); è più rilevante, però, un'altra differenza: tale categoria è da Rosmini considerata innata (alla maniera del razionalismo cartesiano) e ciò, ovviamente, comporta il rifiuto della teoria più originale del Criticismo, quella secondo cui le categorie consentono una conoscenza trascendentale (universale, ma non oggettiva). La tesi trascendentale appare a Rosmini, addirittura, fonte di «soggettivismo scettico», perché sembra ricavare la realtà dal pensiero; certamente, quest'interpretazione non tiene conto dello strenuo tentativo kantiano di eliminare ogni possibile confusione tra Criticismo e Idealismo; d'altra parte, è noto che anche altri interpretarono il Criticismo come un precorrimento dell'Idealismo.
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