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Rosmini - Metafisica


La categoria di essere è il fondamento della realtà, in senso ontologico e non soltanto in senso gnoseologico; pertanto, Rosmini sostiene che l'idea dell'essere, innata nell'uomo, e il riflesso soggettivo dell'essere oggettivo, cioè della sostanza di ogni realtà (Dio). Comunque, in quanto Dio è l'essere assoluto, necessario, semplice, immutabile ed eterno, la mente umana può averne adeguata conoscenza solo tramite la Grazia divina. Leggiamo in Filosofia del diritto: «La verità, che all'animo nostro per natura si manifesta, è cosa divina, ma non è Dio stesso; ... è facile discernere la differenza tra Dio, a cui soprannaturalmente ci congiunge la fede, e la semplice idea (verità) a cui ci congiunge la natura... Iddio è l'essere nella sua pienezza. Ma fino a tanto che l'essere a noi si comunica nella sola sua idealità, non ci si comunica nella sua pienezza; ... dunque l'essere si comunica a noi nella forma ideale attraverso la natura... e si manifesta altresì nella pienezza della sua realtà attraverso la Grazia ». La metafisica di Rosmini, quindi, è di tipo «spiritualista»; in essa, cioè, il principio spirituale è inteso rigorosamente trascendente, secondo una concezione nettamente contrapposta all'immanentismo idealistico.

Sensismo e Innatismo

La conoscenza, per Rosmini, risulta da tre componenti: il sentimento immediato, che ciascuno ha di sé come essere corporeo (« sentimento fondamentale »); le sensazioni esterne («sentimenti»); l'idea innata di «essere in generale» (cioè, l'idea universalissima della qualità comune a ogni realtà, e che residua quando si sia fatta astrazione da ogni altra qualità delle cose). Nella corretta interpretazione del processo conoscitivo si deve considerare centrale l'esperienza, ma sarebbe riduttivo ritenere che la sensazione, da sola, possa spiegare l'intera attività mentale, per la quale, come detto, è essenziale l'idea innata di essere; di tale idea l'uomo ha «intuizione immediata». Grazie alla «sintesi» tra le sensazioni e quest’unica categoria, gli oggetti dell’esperienza vengono riconosciuti nella loro oggettività (realismo). Leggiamo nell'Antropologia: «L'essere è il primo noto; perocché tutte le altre notizie suppongono dinanzi a sé quella dell'essere... Qualsiasi oggetto del nostro pensiero è un'entità, un essere, o reale o possibile... Se l'essere è per sé lume, idea, esso costituisce l'essenza, la forma del conoscere; e per ciò è anche la sede dell'evidenza, a cui si debbono condurre, come ad ultimo termine, tutte le dimostrazioni della scienza».
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