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Filosofo scientifico o epistemologo, la scienza occupa un posto rilevante. la scienza assume valore solo se falsificabile. Scienza è tutto quello che presuppone una raccolta di osservazioni che il filosofo deve portare avanti senza farsi influenzare dalle varie teorie. Soltanto le osservazioni degli scienziati erano influenzate dalle nozioni apprese prima. Partendo da ciò Popper vuole definire cosa è scienza e cosa no. Il criterio di falsicabilità è quella linea che separa la scienza dalla non scienza. È uno dei maggiori oppositori della scienza come conoscenza assoluta (circolo di Vienna). Questa conoscenza che non è assoluta diventa scienza solo quando diventa falsificabile: quando una scienza è falsificabile allora è una scienza vera. Spesso i problemi che la scienza deve risolvere nascono tra un contrasto tra un contrasto mio con la realtà. Qualcosa viene definita corroborata se in grado di resistere agli attacchi che gli vengono mossi contro, nonostante poi venga falsificata continua ad essere definita corroborata.

Tutte le ipotesi devono essere prese in considerazione prima di esser definite false, anch'esse come la scienza devono essere verificate con il criterio di falsicabilità.
La falsicabilità è l'elemento principale, non l'induzione perché la scienza si muove per prove d'errore. Le scienze devono essere precise perché ogni cosa che dicono deve essere verificata.
Critica Marks e Freud perché parlano di teorie non falsificabili, poiché estendono la loro filosofia a tutti: applicabile a tutti. Ci sono però teorie più resistenti che vengono definite corroborate, ossia più resistenti agli attacchi degli studi successivi. Un altro elemento da cui Popper si dissocia è l'assolutezza della conoscenza: la conoscenza è un ciclo senza fine altrimenti si bloccherebbe la conoscenza, non ci sono leggi definite, solo corroborate. La teoria è vera solo se falsificabile, mentre per l'induzione è vera una teoria quando viene definita.
Vuole applicare questa riflessione anche all'aspetto politico, l'obbiettivo che si propone è quello di ideare un'idea di città aperta nella quale si possibile anche il dialogo,anche il confronto. Tutto questo è funzionale alla possibilità di superare il totalitarismo, cioè la democrazia non è un sistema politico infallibile, anche la democrazia non è uno stato perfetto ma nonostante questo all'interno di uno stato democratico è più possibile che ci siano spazzi affinché tutti possano dire la loro. Gli uomini all'interno di questo stato democratico, anche se non perfetto (sottolinea che lo stato perfetto non esiste, è un'utopia), sono più valorizzati perché c'è la libertà di parola e di pensiero. Lui sostiene che lo stato è un male necessario ma inevitabile e che la democrazia è la chiave per evitare che gli uomini cadano nei totalitarismi.
La sua opera La società aperta e i suoi nemici viene scritta durante il nazismo e per questo parla di questa critica ai totalitarismi poiché vive questo periodo “chiuso”. In quest'opera stabilisce inoltre una sorta di differenza piuttosto marcata tra la democrazia e la tirannide e stabilisce i punti a favore della democrazia (ad esempio di è liberi di scegliere chi si vuole al potere). Lo stato democratico porta anche al confronto con altre culture e questo confronto deve portare ad un arricchimento culturale per entrambi. In questo stato ogni uomo ha la propri identità.

Un'altra critica che lui farà è la critica alla televisione. Ci dice che gli uomini contemporanei hanno creato un mezzo che può essere una forma di totalitarismo, appunto la televisione. La televisione può essere un elemento di fortissimo condizionamento perché ci condiziona in un modo che è inconsapevole. (Pasolini anche afferma che la televisione è una forma di consumismo che ha annullato l'identità culturale delle persone, cioè ha annullato le differenze).
La televisione è un'arma impropria nelle mani spesso di chi non sa che può condizionare. È un errore mettere il bambino davanti alla televisione perché il bambino è indifeso. Per lui bisognerebbe circoscrivere il potere della televisione perché può creare una forma di totalitarismo e dovrebbe essere istituita una sorta di “patente” per che fa televisione perché molto spesso hanno un potere nelle mani di cui non si rendono conto per cui possono fare degli errori che possono essere condizionanti per chi la guarda.

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