pexolo di pexolo
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La «Lega per la pace e libertà» aveva tre livelli di affiliazione; il primo era pubblico («Alleanza internazionale della democrazia socialista») e faceva capo ai gruppi segreti nazionali («Fratelli nazionali») che erano coordinati, a livello internazionale, dalla «fratellanza delle cento guardie». Queste, riunite nel «Sacro collegio», erano tenute all'osservanza di un rigido statuto che diceva, tra l'altro: «L'associazione vuole una rivoluzione che sia in pari tempo universale, sociale, filosofica, economica e politica, perché dell'attuale ordine delle cose non rimanga pietra su pietra». A tale fine gli anarchici volevano distruggere gli Stati e le Chiese, azzerare usi, leggi, riti, codici, tradizioni culturali. Nel mirino degli anarchici c'erano persino i rivoluzionari marxisti e di ogni altra ideologia che si proponesse di erigere, a sua volta, una struttura partitica (analogia con Proudhon); il popolo è propenso naturalmente alla giustizia, non ha bisogno di partiti rivoluzionari.

Lo Stato e ordine innaturale, che comprime le potenzialità individuali; anche le Chiese sono al servizio del potere. A parte i contadini e gli emarginati, molti sono solo a parole rivoluzionari, compresi gli operai. il sistema coercitivo borghese si camuffa sotto ipocrite parvenze democratiche; occorre boicottarlo, non pagando le tasse, sabotando i luoghi di lavoro; del sistema capitalistico, gli anarchici rifiutano sia l'economia che il parlamentarismo. Scrive Bakunin: «Non riconosco e neppure la possibilità di una rivoluzione, che non sia spontanea, popolare e sociale... Ogni altra rivoluzione è divenuta ormai impossibile, irrealizzabile... La scienza dell'asservimento e dello sfruttamento sistematico delle masse popolari, della repressione, scienza accuratamente elaborata... ha armato lo Stato di una potenza tale che ogni tentativo segreto e destinato ad essere schiacciato. Lo Stato può essere rovesciato soltanto da una rivoluzione spontanea... L'unico esercito rivoluzionario è il popolo stesso». La rivoluzione sarà opera non solo degli operai, come per Marx, ma anche di altri ceti, quali i contadini, i sottoproletari, gli intellettuali, gli studenti ecc.

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