Friedrich Nietzsche

Le critiche radicali che Nietzsche rivolse alla cultura e alla storia occidentali avevano un obiettivo: infatti non è la semplice confutazione dei pilastri su cui esse poggiano. Confutare, infatti, significherebbe ancora presupporre la validità della ragione e della ricerca del fondamento, mentre Nietzsche critica proprio questa pretesa. Il filosofo italiano Gianni Vattimo (1936), ha proposto di usare in riferimento alla filosofia nicciana il concetto di "smascheramento". Smascherare infatti non significa confutare, quanto piuttosto mostrare come ciò che si ritiene originario sia in realtà un prodotto, un derivato. In questo senso la filosofia di Nietzsche è in totale sintonia con l'opera svolta dai cosiddetti "maestri del sospetto" e rappresenta il vertice di quella parabola che ha demitizzato e smascherato nelle sue pretese assolutistiche la civiltà occidentale: la ragione, cioè proprio la pretesa "ricerca del fondamento" non sarebbe nient'altro che una sorta di esigenza vitale per vincere il sentimento della paura esistenziale, per dare sicurezza a un uomo debole e malato.

Proprio in questa prospettiva, smascherare significa prendere congedo dai fondamentali prodotti della razionalità, cioè dalla metafisica, dalla religione, dalla morale. Né la metafisica, né la religione, né la morale sarebbero espressioni originarie dell'uomo, ma prodotti derivati di un uomo "malato" e "impaurito" quale è quello occidentale.


Lo smascheramento inoltre può essere solo annunciato: nel senso che se a essere contestati sono tutti i prodotti della civiltà occidentale, la contestazione non può essere compiuta in nome di un'altra teoria ma in virtù di quell'atto pratico che è l'uscita dalla teoria e l'ingresso nella vita, nella forza, nella potenza. Questo infatti, secondo Nietzsche, è il luogo originario del essere umano.

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