pexolo di pexolo
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La religiosità nasce da un bisogno mascherato e inconfessabile e tuttavia « umano », fin troppo comprensibile e umano (« ahimè! troppo umano »); altrettanto si può dire delle ideologie umanitarie, per esempio di quelle socialisticheggianti, positivistiche ed evoluzionistiche (ii riferimento è a Spencer). La condanna coinvolge tutte le ideologie egualitarie ottocentesche e le espressioni politiche connesse. Bontà, eguaglianza, giustizia sono favole degne di « occhiazzurrini »; leggiamo in Ecce homo: «Due sono le negazioni implicate nel mio immoralismo: nego ii tipo di uomo che è stato fino ad ora giudicato il più alto: i buoni, i benevolenti, i benifici; nego un tipo di morale che è valsa da morale in sé: la morale della décadence, la morale cristiana... Tutto è mentito e distorto, fin dal profondo, dai buoni. Per fortuna il mondo non è costruito su istinti tali che proprio in esso il gregge bonario possa trovare la sua angusta felicità; pretendere che tutti diventino uomini buoni, animali d'armento occhiazzurrini, benevoli, anime belle - o, come desidera il signor Herbert Spencer, altruistici, vorrebbe dire togliere all'esistenza quella grandezza che è sua, castrare l'umanità... In questo senso Zarathustra chiama i buoni: Gli ultimi uomini, principio della fine, la specie più dannosa, perché realizzano la propria esistenza a danno della verità e dell'avvenire. I buoni non sono capaci di creare, ... crocifiggono ogni avvenire degli uomini ». E in questo senso che Nietzsche, nella sua ultima grande opera, si firmò: « Il crocifisso », cioè colui al quale i mediocri hanno tolto la gioia della terra.

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