pexolo di pexolo
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Gran parte della connessione nasce dalla strumentalizzazione, a fini ideologici, che fu fatta, nella cultura nazionalsocialista, dei contenuti di alcuni scritti, specialmente dell'Epistolario, opportunamente adattato dalla sorella di Nietzsche. Heidegger che, attraverso studi puntuali, aveva compreso l'improponibilità del collegamento, si guardò bene dal rendere nota la sua interpretazione della teoria nietzschiana del « superuomo ». Se, tuttavia, è lecito segnalare un qualche appiglio a tale travisamento, lo si deve individuare nella teoria che Nietzsche elaborò sui contenuti darwiniani relativi alla «lotta per l'esistenza». Non è l'esistenza, biologicamente intesa, il vero premio della lotta vittoriosa bensì, a parere di Nietzsche, l'esistenza come supremazia: non il semplice vivere, ma il vivere possente, libero, gioioso. Il nazismo portò le parole di Nietzsche oltre i limiti da questi puntualmente individuati (scristianizzazione e deconcettualizzazione) verso implicazioni politiche autoritarie e razzistiche. L'uomo nuovo, svelata l'abominevole ipocrisia della metafisica, demistifica filosofia e religione, libera la mente umana, opera la « grande inversione dei valori »: non il dominio sulla natura, o il disprezzo per essa, ma l'immedesimazione in essa (« fratelli, vi scongiuro, siate fedeli alla terra »); non la soma del cadavere putrescente (la religione), ma l'allegro saltellare del bambino; non il chinarsi del cammello, il « tu devi! », ma l'« io voglio, e Dio e morto »; non il chiacchiericcio della massa (« siamo tutti eguali ») ma Zarathustra, l'uomo superiore; non l'avvilente sfiducia nella vita, ma la estrinsecazione della potenza naturale, e la ricerca della felicità.

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