Ominide 1172 punti

Mill


Il saggio sulla libertà è lo scritto politico più significativo del pensiero liberale dell’800. Diversamente dalle tematiche tradizionali del liberalismo (rapporto tra i diritti dell’individuo e la tutela di essi da parte dello Stato), siccome il problema del riconoscimento dei diritti naturali è stato superato, Mill si concentra sul rapporto tra l’individuo e lo Stato, ovvero sulla libertà civile (libertarismo) e sulla massima valorizzazione dell’individuo, con la salvaguardia dei suoi spazi di libertà.
La libertà del singolo di fronte al potere politico è la base dei rapporti all’interno della società, e non può essere limitata a meno che non abbia una ricaduta negativa sugli altri. Questa libertà civile si realizza nella forma di libertà di coscienza, pensiero, parola, associazione e felicità. Il modello politico corrispondente a ciò è quello liberale, ovvero una democrazia rappresentativa eletta tramite diritto di voto, nel quale questa rappresentanza eletta deve tutelare i diritti non solo della maggioranza ma anche della minoranza. L’elezione, inoltre, avviene tramite voto proporzionale, non uninominale, esteso anche alle donne. La libertà individuale, infine, deve essere difesa non solo dall’autorità statale, ma anche dalla tirannide della maggioranza, incline a imporre determinate idee condivise dai più. Mill, nel Saggio, sottolinea l’importanza della diversità, in quanto le condizioni di vita egualitarie possono da un lato educare le masse all’interesse per il bene pubblico e all’esercizio della libertà, ma dall’altro possono sviluppare il dispotismo della maggioranza, che travalica l’ambito politico per passare a quello sociale, imponendo l’opinione, il punto di vista e il modo di sentire dominante a coloro che dissento, ostacolandone le individualità anticonformiste per plasmarsi secondo un unico modello. L’antidoto contro questo conformismo è per Mill l’apertura alla pluralità dei punti di vista, allo spirito critico e al dissenso che permettono al sapere e all’intelligenza di crescere. Essi, che prosperano solo in terreno di libertà, non nascono dall’uniformità o mediocrità di massa, ma dall’elogio all’originalità.
L’originalità è necessaria, per Mill, per non far cadere le convinzioni e le pratiche migliori nella mera e morta tradizione. Essa è data da persone che scoprono verità nuove che potrebbero rivelarsi migliori di quelle consolidate, e senza di loro la vita ristagnerebbe. Se non ci fossero questi geni, che con la loro originalità impediscono che queste convinzioni diventino meccaniche e automatiche, esse non resisterebbero allo scontro con qualsiasi cosa realmente viva.
Le persone di genio, che sono una piccola minoranza, possono esistere solo in un’atmosfera di libertà, in quanto, essendo individualiste, sono meno capaci di adeguarsi alla massa senza “dolore deformazioni”. Se, infatti, fossero costrette a rientrare in un modello, rinunciando alla parte originale che fa di loro dei geni, la società non trarrà alcun beneficio da essi. Se, invece, il loro carattere è forte e incline a non rientrare in un dato modello, la società li etichetta come stravaganti, non essendo riuscita a ridurle alla banalità. E’ quindi fondamentale, per Mill, che il genio possa esprimersi liberamente, nonostante la gente, dell’originalità in sé, pensi di poterne fare a meno. Infatti, l’originalità è l’unica cosa di cui coloro che non la possiedono non possono comprendere l’utilità, poiché se potessero (se quindi fossero tutti originali) l’originalità non esisterebbe più.

Bibliografia

Con-Filosofare
Hai bisogno di aiuto in Filosofia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
×
Registrati via email