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Cassirer - Vita e Opere

La formazione di Cassirer, che studia presso l’università di Marburgo, si allinea con l’orientamento critico-gnoseologico dei maestri Cohen e Natorp; la sua prima opera è una monografia su Leibniz, comunemente etichettato come filosofo esclusivamente metafisico, viene invece inaspettatamente recuperato per le sue dottrine logiche, per la characteristica universalis (chiamata in un primo tempo ars combinatoria, riguardante il progetto, o meglio, l’ideale, di una scienza che, partendo da un linguaggio simbolico o da una struttura ideografica universale composta di tanti caratteri quanti sono i concetti elementari, fosse in grado di combinare in tutti i modi possibili questi segni primitivi, al fine di ottenere tutti i possibili concetti composti) è visto come il padre della logica formale. Egli compone una vasta opera di storia della filosofia, sul Problema della conoscenza nella filosofia e nella scienza moderna, dedicata in modo particolare ai sistemi pre-kantiani, a Kant, ai sistemi post-kantiani ed ai sistemi post-idealistici; il problema della filosofia moderna è, per Cassirer, di carattere epistemologico, il cui snodo fondamentale avviene certamente con Kant, a cui egli dedica una seconda monografia nel 1918, Vita e dottrina di Kant, riletto in chiave neokantiana. Nel 1921 scrive La teoria della relatività in Einstein, interessante per il confronto con Spazio e tempo nella teoria della relatività di Moritz Schlick e Relatività e conoscenza a priori di Hans Reichenbach, in cui studia il problema del rapporto tra teoria della relatività e kantismo: se la filosofia kantiana è figlia della scienza newtoniana, con la relatività, da alcuni ritenuta perfettamente in linea con Newton e suo ulteriore approfondimento, da altri in rapporto di discontinuità, il kantismo è tramontato assieme alla scienza newtoniana? La tesi sostenuta da Cassirer, Schlick, Reichenbach ed altri mantiene la validità del kantismo anche alla luce della relatività, sebbene essa debba comportare una riformulazione sia della scienza newtoniana che della dottrina kantiana, ora necessariamente più aperta e dinamica, dove le categorie di universalità, necessità e in generale tutte le categorie dell’impianto epistemologico dovranno essere riviste.

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