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Il manifesto del partito comunista


L'opera più conosciuta del filosofo Karl Marx è “Il manifesto del partito comunista”, in cui egli dona una sintesi di tutta la concezione marxista dell'economia e della storia, in cui egli analizza la funzione storica della borghesia, la storia concepita come lotta di classe e in cui egli critica i socialismi non scientifici.

Marx attribuisce diversi metodi alla classe borghese, ma trova allo stesso tempo diverse contraddizioni. La borghesia è una classe implicitamente rivoluzionaria, in quanto essa non può esistere se non rivoluziona continuamente gli strumenti di produzione e l'insieme dei rapporti sociali, infatti è una classe dinamica a differenza delle altre; tuttavia non riesce a dominare le forze che ha scatenato dato che è incapace di riconoscerne la natura e le cause. Il proletariato diventa, di conseguenza, la classe sociale protagonista della storia, concepita come lotta sociale. Infatti, le moderne forze produttive, sempre più sociali, si rivoltano contro i rapporti di proprietà sottomessi alla legge del profitto personale, causando una lotta di classe che vede protagonista il proletariato.

Marx critica anche i falsi socialismi. Il socialismo è l'idea secondo la quale la politica debba rappresentare la società, e vi sono diverse correnti che Marx individua e critica:
1. Socialismo reazionario: accusato di contrastare la borghesia secondo parametri conservatori, ripresi dal passato, ignorando il corso della storia. In questo tipo di socialismo si interpreta la società non in base a strutture sociali nuove, ma le si proietta nel passato senza cogliere la vera essenza del capitalismo, infatti questo è il socialismo così detto feudale, piccolo borghese.
2. Socialismo conservatore: rappresentato da Proudhon e da tutti gli economisti, da Marx definiti “filantropi”, che pur non avendo compreso l'importanza dell'antagonismo e della contraddizione nel corso della storia, ritengono possibile rimediare alle contraddizioni del capitalismo senza distruggerlo. Infatti questo tipo di socialismo è critico nei confronti dei risultati deleteri del capitalismo ma non delle sue strutture portanti, ed è orientato ad una pace tra borghese e proletario, giudicata erroneamente possibile.
3. Socialismo utopistico: pur avendo il merito di riconoscere l'antagonismo tra le classi sociali e gli elementi di contraddizione, autori come Saint-Simon e Fourier, non riconoscono al proletariato una funzione storica e rivoluzionaria autonoma, inoltre si rivolge a tutte le classi sociali, anche quelle dominanti, per azionare una pacifica azione di riforma, muovendosi in una dimensione utopistica e moralistica.
Il socialismo affermato da Marx è quello scientifico; il socialismo diventa scientifico quando si trasforma in programma di auto-emancipazione del proletariato e si configura come scienza della rivoluzione proletaria; quando cessa di essere un ideale ma diventa una necessità storica, derivante dal tramonto inevitabile del capitalismo; e infine quando si avvale di un metodo scientifico per analizzare la società e la storia.
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