Mongo95 di Mongo95
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La falsa razionalità del dominio può essere superata con degli strumenti già insiti in esso. Ma allo stesso tempo sono presenti delle autodifese molto resistenti, legate proprio alla repressione (che è fondamentalmente un’intesificazione della produttività e maggior impiego di energia istintuale). La produttività rivolta contro l’individuo, nella società controllata dai francofortesi, va a finire nel totalitarismo a modello statunitense: una società che controlla un individuo diventato anonimo, cioè che determina le sue sorti e i suoi bisogni sono delle grandi entità collettive come amministrazioni centrali, ma soprattutto entità economiche. Il totalitarismo avviene con la manipolazione della coscienza (automatizzazione del Super-Io), oltre che degli istinti, tramite mezzo come la televisione e la radio; con la concessione di libertà sessuale, che va di fatto a depotenziare il carattere eversivo dell’eros; con l’abolizione dell’inviduo che si riflette nel declino della funzione sociale della famiglia, che aveva il ruolo di primaria fonte educativa, facendo metabolizzare i valori in termini personali, garantendo all’individuo una sfera privata di elaborazione del Super-Io, mentre ora avviene una formazione supereogica che sembra essere collettiva, con il figlio che rappresenta un principio di realtà matura a fronte dell’antiquatezza del padre.

Nel massimo del totalitarismo, il singolo annega nell’insieme, nel sistema. Cosa rimane del di colpa? Anche esso diventa collettivo, diventando senso di colpa del sistema. In sostanza è il livello di sfruttamento delle risorse materiali e umane. Esso, nella sua irrazionalità, è misurabile soltanto immaginando, ipotizzando che si possa misurare il grado di libertà umana che sarebbe realizzabile se utilizzassimo le risorse umane che invece lasciamo inutilizzate.
Marcuse conclude affermando che in realtà non è la razionalizzazione del dominio in sé il problema, quanto piuttosto il carattere regressivo del dominio, il potere limitante di standardizzazione e meccanizzazione. Non sono il miglioramento del tenori di vita e l’aumento della ricchezza il problema del capitalismo, ma la limitazione dei bisogni di cui siamo inconsapevoli.

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