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Concetti Chiave

  • La falsa razionalità del dominio è sostenuta da autodifese legate alla repressione, che aumenta la produttività e l'energia istintuale, portando a un controllo totalitario dell'individuo.
  • Il totalitarismo manipola la coscienza attraverso la televisione, la radio e un'illusoria libertà sessuale, riducendo il ruolo educativo della famiglia e uniformando l'identità individuale.
  • Il senso di colpa collettivo emerge nel totalitarismo, trasformandosi in un carico del sistema e riflettendo il livello di sfruttamento delle risorse umane e materiali.
  • Marcuse sottolinea che il problema non è la razionalizzazione del dominio, ma il carattere regressivo di un potere che limita la libertà e standardizza i bisogni umani.
  • Il capitalismo non è problematico per il miglioramento del tenore di vita, ma per la sua capacità di farci ignorare bisogni più profondi e autentici.

La falsa razionalità del dominio

La falsa razionalità del dominio può essere superata con degli strumenti già insiti in esso. Ma allo stesso tempo sono presenti delle autodifese molto resistenti, legate proprio alla repressione (che è fondamentalmente un’intesificazione della produttività e maggior impiego di energia istintuale). La produttività rivolta contro l’individuo, nella società controllata dai francofortesi, va a finire nel totalitarismo a modello statunitense: una società che controlla un individuo diventato anonimo, cioè che determina le sue sorti e i suoi bisogni sono delle grandi entità collettive come amministrazioni centrali, ma soprattutto entità economiche.

Il totalitarismo e la manipolazione

Il totalitarismo avviene con la manipolazione della coscienza (automatizzazione del Super-Io), oltre che degli istinti, tramite mezzo come la televisione e la radio; con la concessione di libertà sessuale, che va di fatto a depotenziare il carattere eversivo dell’eros; con l’abolizione dell’inviduo che si riflette nel declino della funzione sociale della famiglia, che aveva il ruolo di primaria fonte educativa, facendo metabolizzare i valori in termini personali, garantendo all’individuo una sfera privata di elaborazione del Super-Io, mentre ora avviene una formazione supereogica che sembra essere collettiva, con il figlio che rappresenta un principio di realtà matura a fronte dell’antiquatezza del padre.

Il senso di colpa collettivo

Nel massimo del totalitarismo, il singolo annega nell’insieme, nel sistema. Cosa rimane del di colpa? Anche esso diventa collettivo, diventando senso di colpa del sistema. In sostanza è il livello di sfruttamento delle risorse materiali e umane. Esso, nella sua irrazionalità, è misurabile soltanto immaginando, ipotizzando che si possa misurare il grado di libertà umana che sarebbe realizzabile se utilizzassimo le risorse umane che invece lasciamo inutilizzate.

Il problema del dominio regressivo

Marcuse conclude affermando che in realtà non è la razionalizzazione del dominio in sé il problema, quanto piuttosto il carattere regressivo del dominio, il potere limitante di standardizzazione e meccanizzazione. Non sono il miglioramento del tenori di vita e l’aumento della ricchezza il problema del capitalismo, ma la limitazione dei bisogni di cui siamo inconsapevoli.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo della manipolazione nella società totalitaria descritta nel testo?
  2. La manipolazione della coscienza avviene attraverso mezzi come la televisione e la radio, che automatizzano il Super-Io e depotenziano l'eros, contribuendo a un declino della funzione sociale della famiglia e a una formazione collettiva del Super-Io (come indicato nel testo).

  3. Come si manifesta il senso di colpa nel contesto del totalitarismo?
  4. Nel totalitarismo, il senso di colpa diventa collettivo, rappresentando il senso di colpa del sistema stesso, legato allo sfruttamento delle risorse materiali e umane, come evidenziato nel testo.

  5. Qual è la critica principale di Marcuse riguardo al dominio e alla razionalizzazione?
  6. Marcuse critica non tanto la razionalizzazione del dominio, ma il carattere regressivo del dominio stesso, evidenziando che il problema non è il miglioramento del tenore di vita, ma la limitazione dei bisogni di cui siamo inconsapevoli (come affermato nel testo).

Domande e risposte

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