Mongo95 di Mongo95
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Eros e civiltà la visione ottimistica era basata sul fatto che non predominavano più i motivi che in passato avevano permesso il dominio dell’uomo sull’uomo.
Si considera però il fatto che ora questi motivi sono stati rinforzati e rimpiazzati da modi ancora più efficaci e forti di controllo sociale, cioè quelli che si spiegano in Uomo a una dimensione: i meccanismi di integrazione degli opposti e contenimento della trasformazione sociale che sono di livellamento delle strutture logiche e sociali di opposizione. Quei meccanismi che di fatto eliminano tutto ciò che è altro all’interno della civiltà costituita. Tutto ciò a reprimere negli individui il bisogno di liberarsi: non più un meccanismo di repressione, ma un meccanismo di condizionamento. Non repressione della libido, ma annullamento. Il dominio che viene esercitato non deve quasi più essere giustificato. Una società non violenta e distruttiva, ma un atteggiamento “gommoso”, dinamico, una sorta di Orfeo al contrario: ammansire la coscienza delle classi e degli uomini per impedire che i componenti della società industriale avanzata possano nutrire il desiderio di liberazione reale, cogliendo i loro interessi reali. Evidenziati tre aspetti: produzione e commercio di beni inutili; induzione di bisogni; democrazia di massa che dà illusione della libertà che non esiste.

Si esamina la libertà, non solo limitandosi alla società industriale avanzata, ma a livello planetario, mettendo in evidenza come questa liberà è legata al progresso, violento. Esistono zone di violenza e altre di libertà strutturali al sistema. È un sistema perverso con progresso e prosperità da un lato, povertà che cresce e impedimento dell’arrivo della prosperità dall’altro. Un sistema che si regge sulla sperequazione. È l’opulenza repressiva, da cui si può sfuggire invertendo la direzione di marcia del progresso. Il nuovo principio di realtà richiede precise condizioni materiali, e la rivoluzione. Liberazione che è da un lato realistica e dall’altro astratta. In Eros e civiltà si avanza la tesi, poi sviluppata ne Uomo a una dimensione, che l’umanità potesse svilupparsi senza l’ascetismo mondano, in riferimento a Weber: l’idea che si possa giungere a condizione di benessere senza passare per la guerra e partire da un nuovo inizio, che possa essere ricostruito un apparato di produzione senza la produttività forsennata e la razionalità di cui parla Weber. Ascetismo mondano che è la quint’essenza del capitalismo, quindi il benessere è da raggiungere con un percorso che non è caratterizzato dalla produttività. Questa idea tracciata da Marcuse nega l’idea della volontà di potenza di Nietzsche. L’uomo che si delinea è l’opposto dell’Übermensch, un uomo capace di sbarazzarsi delle “virtù guerresche” e di fare della vita un fine in se stessa. Vivere gioiosamente in un modello estetico. Erotizzare la vita, in una sessualità polimorfa che si espande in tutte le relazioni umane diventando eros, in relazioni durature e vere di gioia. Corpo umano che da strumento di fatica diventa strumento di piacere.

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