Che il diritto sia un fenomeno coattivo era una tesi generale degli imperativisti, era un fenomeno coattivo perché le norme giuridiche prevedessero delle sanzioni, induce normalmente i consociati a obbedire ai comandi. Evitare la sanzione. Coazione come fenomeno psitico o psicologico.
Per Kelsen gli imperativisti hanno ragione perché il volto principale del diritto è la coazione, ma gli imperativisti sbagliano gravemente nel sostenere che la coazione sia un fenomeno di natura psitica o psicologico. Caratterizzando nei termini degli imperativisti la coazione noi non riusciamo a distinguere il diritto positivo da altri fenomeno normativi. Non riusciamo a farlo perché: esempio: se una persona religiosa crede nei precetti, crede nella vita eterna e che dopo la vita terrena andrà in paradiso. Il religioso ottempera ai precetti perché è spinto a pensare a dopo, al paradiso.

Ma se il diritto funzionasse così come distinguiamo la coazione di un fenomeno religioso dalla coazione del diritto?
Come distinguere la coazione che deriva da certe regole del costume rispetto a quella del diritto? In Svezia, esempio c'è una fila, se supero la fila non ottengo niente. Coazione psitica o psicologica, non sono regole giuridiche, è caratteristica della morale laica o religiosa, le regole del costume.
Se ragionassimo nei termini degli imperativisti dovremmo dire che il diritto è un fenomeno coattivo come gli altri fenomeno normativi, e quindi la coazione non sarebbe il fenomeno caratteristico del diritto.
Kelsen dice che il diritto è un fenomeno coattivo, per un fatto di natura oggettiva, perché prevede delle sanzioni e predispone gli apparati necessari per la loro esecuzione.
Il diritto è un fenomeno coattivo, rispetto all'articolo 2043 prevede il risarcimento del danno= sanzione e predispone l'apparato necessario all'esecuzione della sanzione.
 
Nomodinamica. Ci spiega perché il diritto è un sistema di norme, un ordinamento e non semplicemente una somma di norme. (non ci sono mattoni buttati, ma un edificio).
Diritto come ordinamento: nomodinamica.
L'ordinamento giuridico è un ordinamento a gradi, ed è rappresentabile e raffigurabile come una piramide rovesciata, che ha dei livelli= gradi. Su ogni livello si trova una fonte del diritto. L'ordinamento giuridico ha una struttura a gradi, in cui le norme che lo compongono stanno in una precisa relazione tra loro, la norma superiore è gerarchicamente sovraordinata alla norma sottostante. Secondo Kelsen l'ordinamento giuridico rappresenta un meccanismo di concatenazione produttiva, noi dobbiamo escludere dalla nostra considerazione la base della piramide e la parte più alta.
Ciò che ora diciamo riguarda tutti gli altri livelli del sistema giuridico.
• Meccanismo di concatenazione produttiva: l'ordinamento giuridico è fatto di norme e il passaggio tra un livello all'altro avviene per mezzo di atti di produzione di norme. C'è un organo autorizzato da una norma giuridica che idoneo, abilitato a produrre la norma giuridica di rango inferiore.
Kelsen usa quest'idea per spiegarci che il sistema giuridico è un sistema dinamico proprio perché è un meccanismo di concatenazione produttiva. Comporta la conseguenza che nel passaggio da un livello all'altro, il livello superiore che determina la produzione della norma che sta al livello inferiore, non può mai determinare per intero il contenuto della norma inferiore. Nei meccanismi di produzione normativa c'è sempre un margine, una misura di discrezionalità nella produzione dei contenuti della norma di rango inferiore.
Sono sistemi contrapposti ai sistemi normativi statici.
Queste due famiglie (statici e dinamici) servono a Kelsen per classificare tutti i sistemi giuridici o non giuridici.
La caratteristica propria dei sistemi normativi statici, ad esempio la morale. Siamo di fronte a un sistema normativo statico quando data una norma generale che fonda quel sistema noi deriviamo per mera deduzione logica tutte le altre norme che appartengono a quel sistema. Non ci sono meccanismi di produzione di norme.
Es. in un sistema morale fondato su "non cagionare danno agli altri" le regole di questo sistema già contenute e possiamo per deduzione estrarre: non uccidere, non ferire, non rubare, non ledere il patrimonio.
Nel diritto non funziona così. Abbiamo delle autorità che producono le norme: organismi istituzionali.

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