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Concetti Chiave

  • I movimenti irrazionalistici del primo Novecento criticarono il positivismo, rivelando la sua incapacità di portare felicità e spingendo l'uomo a cercare significato al di là della ragione.
  • Filosofi come Nietzsche e Bergson contestarono il positivismo, enfatizzando la relatività del tempo e l'importanza di una forza irrationale per affrontare la vita.
  • Il concetto di spirito dionisiaco di Nietzsche rappresenta la forza vitale che consente all'uomo di esprimere se stesso, portando alla bellezza e alla felicità oltre la razionalità.
  • Le tragedie di Sofocle ed Eschilo introducono regole che limitano lo spirito dionisiaco, mentre la religione viene vista come un elemento che soffoca la libertà di pensiero e azione dell'uomo.
  • L'oltreuomo di Nietzsche è un individuo liberato dai vincoli morali e divini, in grado di manifestare liberamente lo spirito dionisiaco e creare una società vitalistica senza limiti.

L'irrazionalismo del primo Novecento

Nel primo 900 cominciano a essere presenti dei movimenti irrazionalistici,tutti questi movimenti irrazionalistici trovano la loro base filosofica proprio nel fatto che il positivismo, il progresso sfrenato in realtà mostra la sua inconsistenza. Si passerà dall’ottimismo positivistico caratterizzato dal progresso che porta alla felicità, (epoca della Belle époque),all’irrazionalismo e al vitalismo filosofico quindi l’uomo si accorge che in realtà queste cose non gli danno la felicità allora non può far altro che pensare che non è vero che il progresso e la ragione daranno la felicità, ma la daranno altre cose. Questo farà si che quelle correnti irrazionalistiche che già si erano presentate prendono il sopravvento, la felicità non è nella razionalità non è nella scienza ma in qualcos’altro. I Filosofi riescono a concentrare il sentire dell’epoca e raggrupparlo in un pensiero, infatti percepiscono il sentimento degli uomini sconfitti dalla razionalità appigliatisi all’irrazionalità.

Qual è la critica al positivismo e quali sono le nuove teorie?

La critica del positivismo scientista ottocentesco nasce sia dal pensiero di filosofi irrazionalisti come Friedrich Nietzsche o Henri Bergson, sia in Italia dal pensiero antipositivistico di Benedetto Croce e Giovanni Gentile. Punto centrale del pensiero di Bergson è la teoria del tempo, secondo lui per ognuno di noi il tempo è relativo ad ogni situazione, è commisurato a ciò che prova l’uomo in quel momento. La critica trova riscontro anche nei nuovi e più aperti modelli di razionalità proposti da scienziati come Sigmund Freud con il concetto della psicanalisi e Albert Einstein che enuncia la teoria della relatività, ovvero tutto è relativo alla situazione. Uno dei massimi rappresentati inoltre è Schopenhauer, che come tutti vede che il mondo razionale non ha dato la felicità , quindi dice la vita è brutta, triste e infelice e l’unica cosa che permette all’uomo di vivere è una forza irrazionale interna all’uomo che lui la definisce la “volontà di vivere”, essa è intesa come forza cieca e primitiva che si colloca al di là della ragione ed è irriducibile ad essa. La volontà di vivere permette di affrontare il mondo che ci circonda, se l’uomo non avesse la volontà di vivere il mondo così com’è lo porterebbe a morire.

Il concetto di spirito dionisiaco

È il poeta filosofo che meglio influisce su questa concezione irrazionalistica della vita. Scrive una serie di opere che riguardano il mondo classico quindi parte da uno studio delle opere antiche, della cultura del mondo classico, e come tanti classicisti vede questo mondo classico come un mondo di maggiore serenità e pacificità. All’inizi della classicità l’uomo godeva di serenità. Questa felicità ,serenità secondo Nietzsche deriva dalla presenza di una forza vitale e una mancanza di razionalità che permette il benessere dell’uomo, tutto ciò lui lo definisce lo spirito dionisiaco (voglia di vivere, voglia di andare oltre i propri limiti). Gli uomini del mondo antico quindi erano felici perché in loro era presente questa forza che definisce lui spirito dionisiaco, mancava l’importanza della ragione e invece l’uomo viveva attraverso il soddisfacimento delle proprie necessità e delle proprie voglie, l’uomo è felice perché può esprimere se stesso. Dionisiaco infatti perché fa riferimento a Dioniso che il dio del vino e dell’ebrezza che si è ubriacato e non ha più freni e la mancanza di questi freni fa si che tutto il suo essere possa liberamente manifestarsi. Tutta questa manifestazione priva di regole di freni e schemi porta alla bellezza,perché secondo nietzsche la bellezza non può essere sottoposta a schemi non può essere immorale o morale,quindi la bellezza è l’espressione di questo spirito dionisiaco. Questo spirito dionisiaco si unisce allo spirito apollineo (da apollo dio della bellezza,dell’arte). La felicità comincia a mancare quando il ragionamento penetra nel mondo.

L'influenza della tragedia e della religione

Il ragionamento viene presentato nel mondo antico nelle opere di Sofocle e Eschilo che sono due autori di tragedie. Le tragedie erano molto importanti nel mondo antico perché erano un insieme di regole e di valori cioè elementi a cui l’uomo doveva attenersi per rispettare gli dei, e il rispetto degli dei era molto importante in quanto chi non li rispettava veniva punito. Quindi quando essi scrivono queste opere lo spirito dionisiaco viene meno e l’uomo si sottopone a dei vincoli, non può fare quello che vuole,la sua azione deve essere limitata dalla morale .nella modernità la morale è la religione,la religione che viene considerata come l’elemento che impaurisce gli uomini,e l’uomo è schivo della paura e diventano succubi di questo dio che punisce se fai qualcosa contro. L’uomo quindi è privo della capacità di pensare e la sua vita viene soffocata da questo razionalismo.

La nascita dell'oltreuomo

Secondo nietzsche allora bisogna creare un altro uomo,uccidendo dio e con lui muoiono tutti quegli schemi che bloccano e limitano lo spirito vitale (forza cieca). Si crea un nuova generazione di uomini che ha ucciso dio e che è libera da tutti i vincoli e in qui lo spirito dionisiaco e lo spirito apollineo possano risorgere. L’uomo quindi è definito da nietzsche l’oltreuomo ,intentendo l’uomo libero dagli schemi che da vita a una società vitalistica che procurerà bellezza e nel quale non ci saranno limiti nella morale. Il termine di oltreuomo fu capito in maniera quasi sbagliata da d’annunzio il quale non pensa ad una nuova umanità con nuovi schemi ma pensa all’uomo superiore,nasce il superu

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il principale cambiamento di pensiero che caratterizza il primo Novecento?
  2. Nel primo Novecento si assiste a un passaggio dall'ottimismo positivistico all'irrazionalismo, poiché l'uomo si rende conto che il progresso e la razionalità non portano alla felicità, ma è necessario cercare altrove, come evidenziato nel testo.

  3. Chi sono alcuni dei filosofi che criticano il positivismo e quali sono le loro idee principali?
  4. Filosofi come Nietzsche, Bergson, Croce e Gentile criticano il positivismo, sostenendo che la razionalità e la scienza non garantiscono la felicità. Bergson, ad esempio, introduce la teoria del tempo come relativo alle esperienze umane, mentre Schopenhauer parla della "volontà di vivere" come forza irrazionale fondamentale.

  5. Cosa rappresenta il concetto di "spirito dionisiaco" secondo Nietzsche?
  6. Lo "spirito dionisiaco" rappresenta la forza vitale e la mancanza di razionalità che portano alla felicità e all'espressione autentica dell'individuo, come descritto nel testo, dove si sottolinea l'importanza di vivere senza freni e schemi.

  7. Qual è il ruolo della tragedia e della religione nel pensiero irrazionalista?
  8. La tragedia, attraverso autori come Sofocle ed Eschilo, introduce regole e valori che limitano lo spirito dionisiaco, mentre la religione è vista come un elemento di paura che soffoca la capacità di pensare e agire liberamente, come indicato nel testo.

  9. Che cosa significa "oltreuomo" nel contesto del pensiero di Nietzsche?
  10. L'"oltreuomo" è un nuovo tipo di uomo che, liberandosi dai vincoli imposti dalla religione e dalla morale tradizionale, permette la rinascita dello spirito dionisiaco e apollineo, creando una società vitalistica e priva di limiti morali, come descritto nel testo.

Domande e risposte

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