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Concetti Chiave

  • Durante il fascismo, Giovanni Gentile e Benedetto Croce emergono come figure centrali nel pensiero filosofico italiano, polemizzando contro il positivismo.
  • Le loro posizioni divergono a causa del fascismo: Gentile diventa teorico del regime, mentre Croce si oppone come difensore dell'antifascismo liberale.
  • La filosofia di Gentile è caratterizzata dall'attualismo, che considera la realtà come un prodotto del pensiero e giustifica la dittatura fascista.
  • Croce, partendo da un'opposizione al positivismo, sviluppa un sistema filosofico ispirato a Vico e De Sanctis, classificando le attività dello spirito in quattro fasi.
  • L'estetica di Croce, con particolare attenzione alla creazione artistica, ha influenzato profondamente la cultura italiana fino al 1945, enfatizzando la sintesi tra intuizione ed espressione nella "poesia".

Indice

  1. Il pensiero filosofico italiano
  2. Divergenze tra Gentile e Croce
  3. La filosofia di Giovanni Gentile
  4. La filosofia di Benedetto Croce

Il pensiero filosofico italiano

Durante il periodo fascista, il pensiero filosofico italiano è dominato da due personalità dominanti: Giovanni Gentile e Benedetto croce. All’inizio, le loro attività hanno un punto in comune: la polemica contro il pensiero positivistico che si ritrova negli articoli pubblicati sulla rivista”La Critica”.

Divergenze tra Gentile e Croce

In seguito, pur partendo entrambi dall’idealismo tedesco e dalla rilettura di Heegl e di Fichte, le loro posizioni si differenziano. Il fascismo è l’elemento che causa la divergenza fra i due modi di pensare. Gentile sostiene il fascismo e ne diventa il teorico mentre Croce assume il ruolo di difensore dell’antifascismo, quello di matrice liberale e non.

La filosofia di Giovanni Gentile

Gentile concepisce ogni aspetto della realtà come un prodotto del pensiero, ossia dell’io considerato nel suo atto di pensare (da cui è derivata la definizione di attualismo che è stata data alla sua concezione filosofica). Il pensiero in atto si concretizza nell’arte, nella religione e nella filosofia e fra tutte le esperienze culturali, la filosofia e quella superiore. La concezione dello Stato di Gentile e la giustificazione della dittatura fascista deriva proprio da simili posizioni.

La filosofia di Benedetto Croce

Anche Croce parte da un’opposizione al positivismo per mirare ad un sistema filosofico ispirato a Vico e a De Sanctis. Egli classifica le attività dello spirito in quattro fasi: fase conoscitiva e teoretica che produce l’attività artistica e la riflessione filosofica, fase pratica o della volontà in cui la volontà agisce in vista di un progetto individuale. La volontà può tendere anche ad un fine universale e alla realizzazione di ciò che è giusto e buono. Croce dedicò una particolare attenzione alla creazione artistica e la sua estetica ha influenzatola cultura italiana fino al 1945, soprattutto quando il filosofo parla di “poesia” come sintesi fra intuizione ed espressione. Sostanzialmente si può affermare che la filosofia di Croce è uno storicismo assoluto, alla luce del quale tutti i fatti, crollo degli imperi, guerre, violenze, hanno una sua legittimità e tutto va visto in una prospettiva superiore in quanto lo Spirito non fa altro che riproporre all’infinito un’ascesa in continuo progresso.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il punto in comune tra Giovanni Gentile e Benedetto Croce all'inizio della loro carriera filosofica?
  2. Entrambi condividono una polemica contro il pensiero positivistico, come evidenziato negli articoli pubblicati sulla rivista "La Critica".

  3. In che modo il fascismo influisce sulle posizioni filosofiche di Gentile e Croce?
  4. Il fascismo causa una divergenza tra i due: Gentile diventa teorico del fascismo, mentre Croce si schiera come difensore dell'antifascismo, di matrice liberale.

  5. Qual è la concezione della realtà secondo Giovanni Gentile?
  6. Gentile vede ogni aspetto della realtà come un prodotto del pensiero, definendo la sua filosofia come attualismo, dove il pensiero si concretizza in arte, religione e filosofia, con quest'ultima considerata la forma culturale superiore.

Domande e risposte

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