Genius 24204 punti

Gentile e Croce: due pensieri a confronto


Durante il periodo fascista, il pensiero filosofico italiano è dominato da due personalità dominanti: Giovanni Gentile e Benedetto croce. All’inizio, le loro attività hanno un punto in comune: la polemica contro il pensiero positivistico che si ritrova negli articoli pubblicati sulla rivista”La Critica”.
In seguito, pur partendo entrambi dall’idealismo tedesco e dalla rilettura di Heegl e di Fichte, le loro posizioni si differenziano. Il fascismo è l’elemento che causa la divergenza fra i due modi di pensare. Gentile sostiene il fascismo e ne diventa il teorico mentre Croce assume il ruolo di difensore dell’antifascismo, quello di matrice liberale e non. Gentile concepisce ogni aspetto della realtà come un prodotto del pensiero, ossia dell’io considerato nel suo atto di pensare (da cui è derivata la definizione di attualismo che è stata data alla sua concezione filosofica). Il pensiero in atto si concretizza nell’arte, nella religione e nella filosofia e fra tutte le esperienze culturali, la filosofia e quella superiore. La concezione dello Stato di Gentile e la giustificazione della dittatura fascista deriva proprio da simili posizioni.

Anche Croce parte da un’opposizione al positivismo per mirare ad un sistema filosofico ispirato a Vico e a De Sanctis. Egli classifica le attività dello spirito in quattro fasi: fase conoscitiva e teoretica che produce l’attività artistica e la riflessione filosofica, fase pratica o della volontà in cui la volontà agisce in vista di un progetto individuale. La volontà può tendere anche ad un fine universale e alla realizzazione di ciò che è giusto e buono. Croce dedicò una particolare attenzione alla creazione artistica e la sua estetica ha influenzatola cultura italiana fino al 1945, soprattutto quando il filosofo parla di “poesia” come sintesi fra intuizione ed espressione. Sostanzialmente si può affermare che la filosofia di Croce è uno storicismo assoluto, alla luce del quale tutti i fatti, crollo degli imperi, guerre, violenze, hanno una sua legittimità e tutto va visto in una prospettiva superiore in quanto lo Spirito non fa altro che riproporre all’infinito un’ascesa in continuo progresso.
Hai bisogno di aiuto in Filosofia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email