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Gehlen - La critica di Lorenz


L’antropologia di Gehlen vuole essere filosofica in senso naturalistico (non è metafisica, non è meramente aristotelica nella connotazione di animale sociale), con l’assunzione implicita che la socialità è da vedere nel senso di “uomo animale culturale”, derivazione diretta dalla sua conformazione anatomico-fisica manchevole.
Non si parte da elementi metafisici, proprietà che vengono isolate per definire l’uomo (come per esempio la ragione), ma si cerca di vedere l’esercizio concreto delle capacità cognitive (percezione, linguaggio, etc.) in rapporto con l’ambiente. Sempre cercando di non cadere nel riduzionismo dell’uomo animale tra gli altri, ma neppure affermare che l’unica differenza è qualitativa.
Nella contrapposizione netta tra uomo e animale (cioè rispettivamente Weltoffenheit/eccesso di percezione/non-specializzazione e Umwelt/istinti innati autentici/specializzazione) vediamo il rifiuto di Gehlen di una visione unicamente filosofica dell’essere umano, quella visione kantiana ce vede l’essenza nella “ragion pura”.
Critiche a tale impostazione antropologia vengono portate avanti da Lorenz, in primo piano riguardo un elemento di effettiva specializzazione che si registra nello sviluppo celebrale dell’uomo; nonché l’individuazione nel comportamento umano di innumerevoli schemi fissi d’azione, quasi istinti autentici. Effettivamente Gehlen accetterà nel tempo tali critici, pur affermando che le sue tesi reggono comunque. Rimarrà sempre una differenza di fondo nella concezione del ruolo della civiltà, che per Lorenz è un sostegno alle inibizioni istintive delle azioni negative che altrimenti avrebbero campo libero (fa ampio riferimento alla morale deontologica kantiana, nella convinzione di fondo che l’uomo sia un essere limitato da correggere), mentre per Gehlen l’istituzione è necessaria proprio per permettere l’azione in senso stretto. In mancanza di cultura, non diventano preponderanti gli istinti animali (homo homini lupus), ma il pericolo è l’incapacità di agire.
Ciò che in Gehlen funziona nella visione antropologica elementare iniziare a mostrare difetti a livello etico-politico, specialmente nel ruolo dell’esonero, limitazione dell’obbligo di dover riflettere autonomamente sulle cose, la necessità di una presa di posizione individuale. Esonero dal pensare e dal riflettere. L’istituzione, se non oggetto di critica sistematica, dà il suo meglio come dispositivo di supporto dell’azione e della pulsionalità, favorendo l’automatismo.
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