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Sigmund Freud

Nacque a Freiberg nel 1856, nel 1860 si trasferisce a Vienna e solo nel 1938 va a Londra, dove muore nel 1939. Si laureò in medicina e, specializzatosi in psichiatria, comincia a seguire gli studi di figure autorevoli a Parigi, dove Jean-Martin Charcot cura e affievolisce l'isteria (attribuita solo alle donne, paresi, svenimenti) attraverso l'ipnosi, che da lui imparerà.
Tornato a Vienna collabora con Joseph Breuer, che cura anch'egli l'isteria attraverso l'ipnosi, ma in maniera differente: fa emergere i contenuti inconsci del paziente, attenuando i sintomi della nevrosi.

Freud comincia a vedere il cervello come un iceberg (conscio, preconscio, subconscio/incoscio).
Nel 1910 fonda la Scuola Internazionale di Psicoanalisi.
Opere: 1900 Interpretazione dei Sogni, 1901 Psicopatologia della vita quotidiana, 1905 Tre saggi sulla sessualità, 1913 Totem e Tabù, 1920 Aldilà del principio del piacere (opera di svolta), 1927 L’avvenire di un’illusione (religione falsa), 1929 Il disagio della civiltà, 1939 Mosè e il monoteismo.

In questo periodo la Psicoanalisi mette in crisi la Psicologia:
Alcuni sostenevano che i fenomeni e i disturbi psichici fossero causati da fenomeni scientifici (Comte), quindi che essi avessero cause fisiologiche.
Altri invece sostenevano che i disturbi psichici fossero dovuti a cause psichiche (Psicologia Associazionisitica) (Spencer) (Wundt studiava la mente con l’interpretazione).
Freud trae dalla seconda tesi il concetto di Determinismo Psichico, quindi non biologico ne fisico (almeno per la maggior parte dei casi).

Critica all’ipnosi: Secondo Freud l’introspezione serviva esclusivamente a esprimere il conscio.
Per capire capire l’inconscio Freud abbandona quindi il metodo dell’ipnosi, facendo così nascere il vero e proprio concetto di Psicoanalisi.
Freud critica l’ipnosi perché non è universalizzabile (non tutti sono ipnotizzabili), non è risolutiva (allevia solo i problemi, che però tendono a riproporsi).
L’obiettivo di Freud era quello di rendere la persona indipendente e con un equilibrio mentale, con l’ipnosi si rendeva il soggetto totalmente dipendente dall’ipnotizzatore.
Per lui quindi il modo migliore per studiare la mente umana è l’interpretazione dei sogni (Via Regia all’Inconscio), delle libere associazioni di parole e dei lapsus e delle dimenticanze.

La Mente si divide in:
- Prima topica (da topos, luogo) (modo per spazializzare l’apparato psichico umano) è costituita dal conscio (tutto ciò che sappiamo e che è “superficiale”), dal preconscio (l’insieme dei contenuti mentali che non ricordiamo in un dato momento ma che con sforzo e volontà emerge), e dall’inconscio (che non emerge nemmeno con la volontà).

L’Inconscio è definito come l’insieme dei contenuti psichici che abbiamo rimosso/ dimenticato, ma che, nella nostra mente sono sempre presenti.
Questi contenuti sono stati rimossi perché traumatici: l’Io è dotato di meccanismi di resistenza che agiscono per impedire l’emersione di questi contenuti (nel sogno ad esempio il sistema di difesa è la Censura Onirica, che li mistifica; l’incubo si ha quando ci si avvicina troppo all’inconscio perché la censura non riesce a mistificarlo, e quindi ti fa svegliare, perché non resisteresti al trauma).
- Seconda topica costituita dalle Istanze Psichiche che agiscono sulla mente umana: Es, Io e Super-Io (dal tedesco) oppure Io, Ego e Super-Ego (dal latino).
L’Es e l’Io, sono la parte irrazionale e pulsionale della mente, che tendono solo al soddisfacimento del desiderio e del piacere.
L’Io e l’Ego, sono la parte organizzata della personalità e sono soggetti al principio della realtà.
Il Super-Io e il Super-Ego, sono la parte razionale e consapevole e costituiscono la coscienza morale e l’insieme delle regole e dei tabù che abbiamo acquisito da bambini grazie alle fasi sessuali.


Interpretazione dei sogni

Al paziente viene prescritto di ricordare i propri sogni e di trasferire sullo psicoterapeuta i sogni e i traumi che hanno sconvolto la sua vita (fenomeno del Transfert), essi possono essere traumi infantili o famigliari ma anche conflitti affettivi . Lo psicoanalista deve però rimanere distaccato e cercare di tirare fuori il più possibile dall’inconscio del paziente.

Tornando al discorso del sogno, Freud lo definisce come la Via Regia all’Inconscio, lo strumento migliore per la Psicoanalisi e, dal punto di vista metodologico l’appagamento camuffato di un desiderio rimosso, purchè esso sia profondo e non superficiale. In fondo il sogno è considerato da sempre il guardiano del sonno perché mistifica i sentimenti e i desideri latenti permettendoci di dormire. A volte però fallisce, si è, così, di fronte ad un incubo (l’emersione dei contenuti inconsci), che porta a svegliarsi.

Freud bipartisce il sogno: Contenuto Manifesto, quello che ci appare, e il Contenuto Latente, che viene mascherato dal primo (questo processo di mistificazione prende il nome di Censura Onirica, che impedisce al desiderio latente di emergere).

Psicopatologia della vita quotidiana
Un ulteriore contributo alla comprensione dell’inconscio e dei problemi psicologici sono i lapsus e le dimenticanze oltre ai sintomi nevrotici come l’isteria e le fobie.

Teoria della sessualità o della libido
La maggior parte dei desideri rimossi, presenti nel subconscio, sono di natura sessuale.
L’energia sessuale o libido, che al tempo si intendeva come la semplice sessualità genitale adulta, volta esclusivamente alla procreazione, è in Freud un concetto molto più ampio: lui pensava che la libido si manifestasse sin dalla nascita, in altre zone erogene (il bimbo considerato Perverso Polimorfo).
La sessualità infantile si divide per Freud in diversi stadi psico-sessuali:
- Fase Orale. Dalla nascita all’anno e mezzo, periodo durante il quale si manifesta in Narcisismo Primario, non si distingue la propria persona da tutto ciò che è esterno. In questa fase la zona erogena è la bocca e i piacere primario è la suzione, dalla quale il poppante trae nutrimento.

- Fase Sadico-Anale. Dall’anno e mezzo fino ai 3 anni, periodo durante il quale il bambino si concentra nell’espulsione e la ritenzione delle feci. Qui inizia a ricevere le prime regole e reagisce con aggressività se esse non gli vanno bene. In questa fase si delineano l’Es e il Super-Io, parte consapevole della legge e le leggi stesse.
- Fase Fallica. Dai 3 ai 5 anni il bambino è caratterizzato dal complesso di Edipo o da quello di Electra.
Freud trae molto dalla mitologia greca (Edipo inconsapevolmente uccide il padre per sposare la madre, mentre Elettra, fa uccidere la madre per vendicare il padre).
In questa fase il bambino maschio ha una energia libidica nei confronti della madre e di odio col padre, che però è ben più forte, quindi vive il Complesso di Castrazione temendo che la sua virilità possa essergli tolta, quindi rinuncia. L’incesto diventa così un tabù, parte dell’inconscio.
Per la bambina invece succede l’inverso (Invidia Penis), e l’incesto va a finire nel subconscio.

Dopo un periodo di Latenza, dove il bambino non ha pulsioni sessuali, se questi complessi hanno avuto successo, si passa alla Fase Genitale, in cui le zone erogene sono gli organi genitali.

Quando una persona non evolve correttamente e rimane ancorato ad una fase precedente porterà a disturbi psichici.

Al di la del principio del piacere (1920)

La Teoria Freudiana degli Istinti si riscontra in seguito alle esperienze della guerra:
Precedentemente Freud pensava che inizialmente si fosse puramente Es e che si seguissero unicamente il piacere, e che poi iniziasse a svilupparsi (dalla fase anale) il mondo esterno e quindi una mediazione tra esso e l’Io.

Dopo la Prima Guerra Mondiale Freud inizia a studiare gli impulsi distruttivi presenti nell’uomo: inizialmente considerava la violenza quasi come una conseguenza della libido, arrivando a considerare l’aggressività come una conseguenza della fase anale;
con lo studio delle problematiche e dei comportamenti disturbati e autodistruttivi dei reduci della guerra, arrivò all’analisi dei sogni terrifici, caratterizzati da grandissima violenza, distruttività e paura, delle pulsioni violente e crudeli dei bambini e della ripetizione degli errori che danneggiano l’individuo.
Freud stabilisce quindi che gli istinti aggressivi (inizialmente autodistruttivo e in seguito rivolto agli altri) sono componenti essenziali della nostra psiche, al pari di quelli sessuali.

Freud teorizza inoltre due istinti primari:
- Istinto di Vita o Eros, all’interno del quale sono inclusi gli istinti sessuali e di auto-conservazione, e quindi anche la capacità di confrontarsi con gli altri, mediandosi con la realtà.
- Istinto di Morte o Thanathos, che comprende tutti gli istinti distruttivi e il cui significato è da trovarsi nella ripetitività, cioè la tendenza a ripetere certi comportamenti, la Coazione a Ripetere, che noi facciamo perché tendono a rassicurarci. Per Freud c’è una tendenza primordiale dell’uomo alla morte, a tornare alla materia inerte e all’acquietamento, questo istinto è in contrasto con l’Istinto di Vita.
Se prevale troppo l’istinto di morte si arriva ad uno stato di Stagnazione Psichica, e l’uomo smette di evolversi, anche se alla fine prevale sempre il secondo stadio.

Uno dei concetti fondamentale di Freud è che l’Ontogenesi, la storia della psiche di ogni individuo, riassume la Filogenesi, la storia della sua specie.
Secondo Freud all’inizio esisteva un’Orda Primitiva, organizzati in tribù, dove il padre (totem), figura dominante, esprimeva due poteri, il possesso di tutte le donne, incluse le sue familiari (incesto), e la possibilità di uccidere i figli ribelli (parricidio).
Ad un certo punto i figli maschi si ribellano, spodestano il padre e lo uccidono, imponendo i due tabù dell’incesto (perché i matrimoni siano esogamici, e non endogamici) e dell’omicidio consanguineo.
Si forma così il Super-Io Umano che permette l’esistenza della società, che si traduce nel Super-Io Individuale.

La Religione per Freud appartiene sempre all’Antropologia: la Religione nasce da un appagamento di desideri antichi/infantili, come il bisogno di protezione contro i pericoli.
Freud si sofferma inoltre sulle religioni monoteiste, dove Dio è la proiezione psichica dei rapporti con il padre terreno.

Il Disagio della civiltà è un’opera in cui Freud esprime appieno il proprio pessimismo:
l’uomo non sarà mai felice perché da quando diventa parte di una civiltà/società perde parte della propria felicità, a causa della deviazione da essere per mezzo della ricerca, della società stessa, della famiglia e del lavoro. Si impone quindi un Super-Io Collettivo che detta norme e regole.

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