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Freud

Sigmund Freud viene collegato alla scoperta dell'inconscio e alla nascita della psicoanalisi. Egli era un medico ebreo appassionato di psichiatria, alla quale si dedicò dopo un periodo di ricerca scientifica. Nell'ambito storico in cui si presenta la figura di Freud le malattie mentali quali l'isteria non sono ben viste poiché non ricondotte a motivi di tipo organico; egli quindi è colui che fece definire la psicologia come scienza. Freud si recò a Parigi, studiò col medico Charcot, il quale praticava la tecnica dell'ipnosi per provare a curare l'isteria. In seguito al caso di Anna O. si ebbe la svolta negli studi freudiani; ella era una donna che presentava molti sintomi isterici e molto spesso manifestava una forte idrofobia (paura di bere), e tramite l'ipnosi i medici riuscirono a capire che questi problemi derivavano da un trauma che Anna aveva subito durante l'infanzia, in quanto aveva visto il cane della propria governante, con la quale non aveva un buon rapporto, bere dal suo bicchiere. Da ciò Freud intuì che i sintomi di questo tipo di patologie non fossero organici, ma dipendessero da problemi della psiche (erano quindi psicogeni); e di conseguenza iniziò a parlare di inconscio. L'inconscio è la parte della psiche sommersa e dimenticata (il conscio è solo una piccola parte della mente umana, la sua manifestazione visibile), e si divide in zona del “preconscio”, nella quale sono presenti dei ricordi che possono, con un piccolo sforzo, ritornarci alla mente; e in zona del “rimosso”, che contiene dei ricordi che noi rimuoviamo, poiché provengono quasi sempre da esperienze dolorose, e che quindi è difficile far riaffiorare alla mente.

Freud elabora quindi un vero e proprio metodo psicoanalitico, necessario per giungere all'inconscio, che chiama “delle associazioni libere” (o del lettino), e che consiste nel mettere il paziente a proprio e, attraverso domande che apparentemente non sono molto inerenti al problema in questione, creare una serie di collegamenti con il materiale rimosso che si vuole portare alla luce. Il paziente quindi, attraverso il fenomeno del “transfert”, ovvero del trasferimento sul medico delle proprio sensazioni e dei propri stati d'animo positivi o negativi nei confronti di ciò che ha provocato il trauma, riesce ad abbandonarsi ai propri pensieri.
Freud afferma che la psiche sia un'entità complessa ed oltre a dividerla in tre sistemi (conscio, preconscio e inconscio), la scompone anche in tre istanze: Es, Io e Super-Io. L'Es è la parte istintiva, caotica e irrazionale della nostra psiche (“calderone di impulsi ribollenti”); il Super-Io è l'istanza che contiene tutti quei divieti e quelle proibizioni che ci vengono imposti durante la nostra infanzia da genitori ed educatori; mentre l'Io è la parte organizzata, che deve mettere in relazione Es e Super-Io, personalità e mondo esterno. Se l'equilibrio non avviene nel modo giusto, allora una delle due istanze prevarrà sull'altra, e si avrà una forma di devianza. Ciò che noi siamo è dovuto al modo in cui sono state equilibrate le componenti della nostra personalità.
Freud afferma inoltre che un modo per giungere all'inconscio è quello dell'interpretazione dei sogni, in quanto li ritiene l'appagamento di un desiderio. Essi hanno un contenuto manifesto (la scena onirica così come viene vissuta dal soggetto) e un contenuto latente (le tendenze che danno luogo al sogno); sono però desideri inaccettabili per il soggetto, e per questo si manifestano attraverso i sogni e quindi attraverso l'inconscio. Egli afferma inoltre che l'inconscio si presenta mediante gli atti mancati, ovvero i lapsus, i piccoli errori o dimenticanze.
Il tema centrale del pensiero di Freud è quello relativo alla sessualità, che egli ritiene il vero motivo dei dolori dell'uomo e delle sue manifestazioni isteriche. Fino ad allora la sessualità era strettamente legata al concetto di atto di procreazione, egli la estende a molti campi, in quanto afferma che essa si manifesti ogni qualvolta si provi piacere (libido) in una delle zone erogene (zone del piacere erotico). Freud sostiene che la sessualità si sviluppi con l'uomo in diverse zone, e che inizi sin dai primi mesi di vita, e che quindi ciò che noi siamo da adulti dipenda da come l'abbiamo sviluppata.
La sviluppo avviene in tre fasi: la fase orale, collegata alla zona orale, e quindi al piacere che prova il bambino durante la poppata dal seno materno (dai primi mesi di vita fino ad un anno e mezzo); la fase anale, legata alla zona dell'ano e al piacere provato dal bambino nel defecare (da un anno e mezzo ai tre anni); e la fase genitale, strettamente legata alla zona genitale (inizia alla fine del terzo anno di vita). Quest'ultima si suddivide in fase fallica, legata al piacere derivante dalla scoperta degli organi genitali da parte di entrambi i bambini (la femmina proverà una sensazione di “castrazione” in quanto prova invidia del pene); e fase genitale in senso stretto, durante la quale si sentiranno le prime pulsioni sessuali.
Freud teorizza poi il concetto del “complesso di Edipo”, un fenomeno che vede una forte attrazione libidica da parte del bambino per il genitore di sesso opposto, ciò non deve però protarsi fino ad una certa età poiché in quel caso diventerebbe patologico. Opposto a quello di Edipo c'è il “complesso di Elettra” (Jung), relativo alla figura femminile.
Relativamente al tema delle manifestazioni religiose Freud ritiene che esse siano appagamenti dei desideri più antichi e più forti dell'umanità, e che la figura di Dio sia la proiezione del rapporto ambivalente col padre terrestre. Egli afferma inoltre che la civiltà sia un Super-Io collettivo che si manifesta attraverso divieti e proibizioni, e che per giungere ad una civiltà positiva sia necessario, entro i limiti possibili, ridurre gli spazi di repressione e di dolore.

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