saracut di saracut
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Freud

Marx --> decostruisce la società capitalistica
Nietzsche --> decostruisce i valori e la morale
Freud --> compie l'ultimo grande passo smontando il soggetto - l'io deve prende atto di "non essere padrone nemmeno in casa propria" in quanto le nostre azioni sono determinate da cause più profonde di quanto crediamo

Freud nacque nel 1856 nell'impero austroungarico, oggi Repubblica Ceca, in una ricca famiglia ebrea. Fin da piccolo ebbe esperienza dell'antisemitismo. Studiò a Vienna dove divenne medico, occupandosi principalmente delle malattie nervose.

Nel corso degli anni approfondì la conoscenza dell'ipnosi come cura alle malattie nevrotiche, anche grazie alle collaborazioni con altri studiosi del tempo come Breuer, e alla fine degli anni Ottanta imboccò una strada tutta sua che lo condusse alla creazione della psicoanalisi: la data ufficiale è quella del 1900, anno di pubblicazione dell'opera più importante L'interpretazione dei Sogni. Da questo momento in poi tutta la vita di Freud sarà dedicata alla psicanalisi.

Nel 1938, quando l'Australia fu ammessa dal Reich tedesco, dove la psicanalisi era stata bandita ed i suoi libri bruciati, Freud fu sottoposto a restrizioni e si rifugiò prima in Francia, poi a Londra dove vi morì nel 1939.

La nascita della psicanalisi

Freud si interessò in modo particolare alla cura delle nevrosi, termine con il quale si indicavano genericamente le malattie nervose. Collaborò soprattutto con il medico e fisiologo viennese Breuer, il quella si serviva dell'ipnosi per curare l'isteria, una nevrosi già nota ad Ippocrate e così denominata perché nell'antichità era attribuita a malformazioni dell'utero o sue disfunzioni. Era quindi ritenuta una malattia tipicamente femminile e presentava sintomi vari: perdite di memoria, perdita della parola, paralisi, pensieri ossessivi, angosce. Il soggetto non perde comunque il controllo sulla realtà. [Da non confondere con la psicosi nella quale l'individuo si stacca dalla realtà, diventa autistico, con la tendenza a staccarsi dagli altri, come per la schizofrenia].
Con l'ipnosi i sintomi potevano essere eliminati, ma anche provocati: ad esempio nella trance ipnotica il paziente poteva riacquistare l'uso della parola o di un arto paralizzato, o diventare insensibile al dolore; al risveglio però non ricordava nulla.
La maggior parte degli studiosi riteneva che i sintomi isterici fossero dovuti a cause organiche, cioè lesioni dei tessuti nervosi: Freud suppose invece che tali cause fossero psichiche.

L'ipnosi consisteva nell'indurre il paziente a ricordare e a raccontare esperienze importanti dimenticate, nascoste; i sintomi sono espressioni di ricordi dimenticati perché dolorosi. La causa del disturbo attuale dunque deve essere ricercata nel passato.

Eventi dolorosi e traumatici comportano conseguenze emotive intense che, se non adeguatamente "scaricate", turbano eccessivamente l'equilibrio psichico. Per evitare di soffrire quindi l'io tenta di nascondere il ricordo traumatico, lo "rimuove" e gli impedisce di riemergere. L'io cerca dunque di auto-difendersi {meccanismo di rimozione} ma questo produce un accumulo di energia e di tensioni che, non trovando "sfogo", si dirige verso i nervi facendo insorgere i sintomi: un fenomeno psichico si è dunque trasformato, convertito, in un fenomeno fisico.
La cura consiste nello scaricare questa tensione legata al ricordo doloroso.
Freud abbandona l'idea di ipnosi sostituendola con un semplice colloquio in cui il paziente, in stato di rilassamento, ricorda e racconta liberamente, spinto dalle domande dell'analista: tale metodo è conosciuto come "associazione libera"; il paziente è spinto a dire di tutto, non deve mai tacere. I ricordi traumatici, la cui rimozione ha causato la nevrosi, affiorano spontaneamente.

All'origine delle nevrosi --> Rimozione dei desideri sessuali infantili
Freud nota che, gran parte dei contenuti rimossi, è di natura sessuale. Non solo: risalgono al passato del paziente, addirittura all'infanzia. Le prime cause di isteria sono infatti da ricercarsi nell'infanzia: ciò che viene represso sono desideri sessuali che si manifestano sotto forma di manifestazioni inconsce, ovvero che il paziente non sa di aver avuto.
La sessualità infantile diventerà il pilastro della psicanalisi, sicuramente un motivo di scandalo e incomprensioni.

La sessualità per Freud dunque non compare con la pubertà, bensì è già presente nel neonato; fin dall'inizio il bambino prova piacere nello svolgere le funzioni fisiologiche che lo mantengono in vita. Bocca, ano e genitali sono dunque le zone del corpo (erogene) attraverso cui riceve stimoli e stabilisce rapporti con il mondo esterno, in primis con la madre.
Avremo dunque una fase orale (primo anno di vita), seguita da una anale (da 1 a 3 anni) e da una fase genitale (da 3 a 5 anni). Dopo la terza fase la sessualità infantile entra in uno stato di latenza per poi manifestarsi nuovamente durante la pubertà.
Il passaggio da una fase all'altra non è cosi banale: nel passaggio da una fase all'altra possono insorgere complicazioni che condizioneranno la vita sessuale e psichica adulta.
Nell'adolescenza tutte le fasi vengono ripercorse rapidamente e riaffiorano le problematiche non superate.

Il complesso di Edipo [Tragedia greca, Edipo re, Sofocle]

Il momento più importante dello sviluppo della sessualità e di tutta la vita psichica dell'individuo è la relazione tra il bambino e i genitori, la quale ha infatti un ruolo fondamentale nella formazione della personalità e nell'orientamento della vita psichica successiva.
Il bambino ha bisogno di amore e protezione, quindi prova affetto per i genitori che gliene danno ma al tempo stesso ha paura che possano toglierglieli. E' soprattutto attaccato al genitore di sesso opposto: per esempio il maschio "ama" la madre, vuole unirsi a lei e, quindi, percepisce il padre come un rivale, provando ostilità verso di lui. Allo stesso tempo però riconosce la forza del padre, ammirandolo come modello. Nutre insomma sentimenti contrari, che sono occasione di forti conflitti psichici.

L'interpretazione dei sogni

Nel corso delle sedute di psicanalisi i pazienti rivelano anche i loro sogni. Freud nota dunque che anche i sogni sono in relazione con i ricordi e con i desideri rimossi che affiorano nelle associazioni libere. Il sogno per Freud diventa l'appagamento di un desiderio rimosso e risalente all'infanzia, un appagamento però allucinatorio, cioè ottenuto immaginando la realizzazione di quel desiderio. Il sogno rimane comunque fondamentale per evadere dalla realtà, soddisfando piaceri (sessuali diretti ed indiretti) e bisogni (fisiologici).
I sogni però sono strani ed incoerenti e devono dunque essere interpretati. Le immagini che ricordiamo al risveglio sono il frutto di una deformazione che rende irriconoscibili i contenuti del sogno. Ma questa deformazione è necessaria per evitare la censura sempre attiva nella psiche, anche quando dormiamo. Il sogno dunque è il risultato di un compromesso tra gli impulsi rimossi e la censura.
Freud differenzia le immagini che ricordiamo al risveglio, il "contenuto manifesto", dal vero e proprio significato del sogno "contenuto latente", cioè il desiderio che è stato deformato dalla censura. L'interpretazione del sogno sta proprio nello scavare il contenuto manifesto per arrivare al messaggio latente: questo è reso possibile dal metodo delle associazioni libere.

Nelle associazioni del paziente emergono collegamenti fra i ricordi del sogno ed esperienze passate. Tali collegamenti vengono fatti senza consapevolezza dal paziente stesso, affiorano spontaneamente perché ci sono già. Se certe immagini ne richiamano altre e perché questi nessi sono davvero nella psiche del paziente.
Determinismo psichico --> Freud crede che ogni evento psichico, anche quello apparentemente più insignificante, sia effetto di una causa precisa e a sua volta causa di un effetto: nella psiche nulla è causale, tutto ha un significato, tutto è legato casualmente al resto, ogni evento può essere rivelatore.

Per tale motivo Freud prende in considerazione tic, le dimenticanze, i lapsus: questi sono i risultati dell'interferenza di pensieri inconsci rimossi con i pensieri consci. Per es. il famoso "lapsus freudiano" rivela che, mentre pensiamo ad una cosa, emerge, senza accorgercene, qualcos'altro che interferisce con il ragionamento conscio.

Le pulsioni

Per Freud la psiche è, come l'organismo, un sistema bioenergetico; al pari dei sistemi fisici tende all'equilibrio. Questo però è costantemente turbato sia da fattori esterni (stimoli, eccitazioni, traumi) sia da fattori interni: le pulsioni. Una pulsione è definibile come:
I. la forza che sta dietro la tensione dovuta ad un bisogno
II. un certo ammontare di energia, che preme verso una direzione
III. qualcosa che sta al limite tra lo psichico e il corporeo
IV. una richiesta che il corpo fa alla vita psichica
Freud preferisce il termine pulsione a quello di "istinto" perché quest'ultimo è utilizzato dai biologi per indicare qualcosa di fisso e altamente specializzato (riduce l'uomo ad animale); le pulsioni sono invece qualcosa di più complesso e più flessibili.
Freud ha modificato più volte la teoria delle pulsioni: l'ultima revisione è giunta con la pubblicazione, nel 1920, de Al di là del principio di piacere, dove le pulsioni vengono divise in due categorie opposte: le pulsioni erotiche (Eros), che stanno alla base di tutte le tendenze che favoriscono la vita, comprendendo dunque sia quelle sessuali, sia quelle di autoconservazione, e che stanno all'origine dei legami affettivi, e le pulsioni di morte (Thànatos), le quali rappresentano la tendenza fatale di ogni essere umano a tornare allo stato organico, all'equilibrio definito dalla morte e sono alla radice di quei sentimenti di invidia e odio e di tutti i comportamenti aggressivi, distruttivi ed autodistruttivi.
Nella psiche queste due pulsioni non sono distaccate, bensì sono intrecciate. Questo può portare sia a risultati positivi, è infatti necessaria un po' di aggressività nella vita per raggiungere i proprio obiettivi, sia a risultati contraddittori, situazione di odio-amore, o addirittura dannosi, come l'invidia e la gelosia.

La tripartizione della psiche

Prima tripartizione: Conscio, Inconscio e Preconscio
Seconda tripartizione: Es, Io, Super-Io

Sicuramente il compito dell'Io è assai arduo: si trova a fronteggiare tre "tiranni": l'ambiente, l'Es ed il Super-Io. Deve infatti tener conto da una parte della realtà, dall'altra delle soddisfazioni delle pulsioni inesauribili dell'Es e, allo stesso tempo, deve sopperire alle limitazioni del Super-Io.
Il prezzo che paga l'Io può essere molto alto: nevrosi, ed addirittura psicosi, cioè la perdita totale di un contatto con la realtà, la fuga in un mondo tutto suo, la schizofrenia. Queste malattie derivano da un'eccessiva difesa dell'Io.

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