Il disagio nella società contemporanea

Proprio per quanto detto prima, l’esigenza di controllo della civiltà impone un “conformismo di massa” che genera sofferenza nei singoli e condotte collettive aggressive nelle quali si esprimono, pur se camuffate ed inconsce, le tendenze represse. Questa società alimenta la tendenza a riconoscersi in un capo, un leader, favorendo un legame libidico che unisce capo e individuo e individui orientati nella stessa direzione. Capo e massa sembrano aiutare l’individuo a frenare le proprie angosce, i propri istinti distruttivi ed autodistruttivi; questo legame libidico fornisce un modello di spiegazione per i regimi totalitari del novecento.

La compensazione illusoria della religione

Per Freud la società è originariamente basata sull’”orda primitiva” (piccola comunità in cui un maschio adulto, il capo, si riserva il possesso di tutte le femmine). I figli del capo, a causa del complesso di Edipo, cercheranno inizialmente compagne fuori dall’orda, successivamente si ribellano al capo e lo uccidono ma, non riuscendo a sostituirlo nel ruolo di capo unico, sono assaliti dal senso di colpa e di peccato (loro ed i loro discendenti). Quel padre primitivo è così divinizzato. Ma oggi per noi quale carattere ha la religione? Alla base della religione sarebbe l’appagamento di forti desideri, come il desiderio di essere protetti dai pericoli della vita, le ingiustizie, la morte: l’aldilà, la giustizia e l’immortalità sarebbero quindi deswideri infantili. Con lo sviluppo della scienza non è più necessaria la religione come difesa dalle forze della natura, ma lo sarebbe ancora per compensare le sofferenze sopportate nella convivenza civile: se si concentrassero tutte le forze sulla vita terrena, distogliendosi dall’aldilà, l’uomo potrebbe rendere la vita sopportabile per tutti e la civiltà non oppressiva.

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