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Pragmatismo e filosofie sistematiche


Il Pragmatismo presenta teorie inusuali nella tradizione filosofica europea, perché si colloca in un'ottica radicalmente diversa dal Razionalismo occidentale, dall'idealismo e, in parte dallo stesso Empirismo inglese. Termini e concetti quali « realtà », « idea », « ragione », « spirito », « io », « esistenza », « essenza », collegati solitamente alla metafisica, sono da Dewey ridotti a prodotti della logica, più o meno funzionali alla riflessione e alla ricostruzione ipotetica della realtà esperienziale (incerta e problematica). Le filosofie sistematiche tentano di ridurre la ricchezza dell'esperienze nei ristretti termini della logica, sopprimendo ciò che risulta indocile alla schematizzazione; sono il moderno corrispettivo della stregoneria, che con formule e riti esorcizza ciò che teme, o ciò che è ignoto. Leggiamo in Esperienza e natura: « La salvaguardia magica contro il carattere incerto del mondo, consiste nel negare l'esistenza del caso, nel biascicare di leggi universali e necessarie, di uniformità della natura, di progresso universale. Queste formule magiche derivano da condizioni che magiche non sono. Con la scienza ci siamo assicurati un certo grado di predizione e di controllo, abbiamo disciplinato il rischio del mondo, ma la sua precarietà resta... La fallacia filosofica è la tecnica con cui i pensatori hanno relegato l'incerto e l'incompiuto della condizione di irrealtà, mentre hanno esaltato ciò che è sicuro e completo, come vero essere... Turbamento, lotta, conflitto, errore, sono esclusi, per definizione, dalla vera realtà, ed assegnati ad un grado di essere inferiore metafisicamente ».
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