pexolo di pexolo
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Dewey è il più celebrato rappresentante del Pragmatismo, Peirce ne fu l'iniziatore, rimasto nell'ombra, ma da Dewey ricordato frequentemente (cfr. Logica, teoria dell'indagine). Tra le molte analogie, segnaliamo il « sinechismo », e la teoria della « continuità » tra facoltà conoscitiva e forme biologiche semplici. Soprattutto il « pragmatismo » è il comune denominatore delle due filosofie: la natura della verità e del valore riposa nella loro efficacia rispetto ai problemi da cui si originano. Questo modo di vedere realizza l'ennesima versione del primato della prassi (versione diversa rispetto a quella di Marx Altre analogie tra le filosofie di Peirce e Dewey si riscontrano a proposito della teoria della « precarietà dell'esistenza »; e nel rifiuto della distinzione tra sapere teoretico, solo in apparenza privo di effetti pratici, e lavoro materiale (tale distinzione, secondo Dewey, è una trovata delle classi dirigenti, per tenere gli « artefici » fuori dalla stanza dei bottoni). Questi due autori, ed in genere tutti i filosofi pragmatisti, evitano concezioni sistematiche; è famosa l'invettiva deweyana contro tutti gli « ismi », cioè, per esempio, empirismo, umanismo, liberalismo ecc.; infatti, egli rifiuta concezioni globali che, apprezzabili sotto certi profili, se prese integralmente come concezioni di vita, diventano pregiudizi. La filosofia non deve proporsi come panacea per, tutti i problemi, essa ha il compito di rendere possibile, in pratica, la ricerca libera, perché in questa, e nella volontà di iniziativa, riposa interamente la con- dizione del progresso.

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