pexolo di pexolo
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Animal symbolicum


L’originalità maggiore di Cassirer nella storia del neocriticismo tedesco e il prezioso contributo che egli avrebbe dato all’antropologia filosofica e alle scienze umane sono rappresentati dall’ampliamento della sua interpretazione della realtà, compiuto nella seconda fase del suo pensiero: tale originalità trova espressione in Filosofia delle forme simboliche. L’opera si compone di quattro volumi, il primo dei quali è rivolto al problema del linguaggio come forma simbolica, il secondo al pensiero mitico, il terzo alla teoria della conoscenza in generale ed il quarto, aggiunto in seguito, all’antropologia. La definizione dell’uomo come «animale simbolico» nega anzitutto la definizione aristotelica di “animale razionale”, che permane in tutta la filosofia moderna; Cassirer sposta l’attenzione al simbolo, al linguaggio: esso non è soltanto, né soprattutto, uno strumento di comunicazione, ma è in primo luogo l’attività che organizza l’esperienza e che la porta dal mondo passivo delle pure impressioni all’autentica oggettività razionale. Per giustificare questo passaggio Cohen e Natorp ricorrevano kantianamente alle categorie, mentre Cassirer, aprendosi allo storicismo, ricorre ai simboli. La caratteristica primaria dell’uomo, ancora prima che nella sua tendenza all’aggregazione sociale, si esprime nella sua capacità simbolica, quale si manifesta nel linguaggio emotivo, nella capacità di comunicare tramite un’articolazione di simboli significanti: l’uomo è un animale simbolico nel senso che la sua azione si esprime principalmente nelle varie forme della cultura, cioè nei grandi sistemi simbolici costituiti dai miti, dalle religioni, dalle arti e dalle scienze.
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