pexolo di pexolo
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È una teoria che Russell applicò sia alla concezione della realtà, sia alla teoria logico-linguistica; consiste nell'individuazione di proposizioni semplici («atomi logici») in corrispondenza immediata con percezioni elementari. Il presupposto di tale principio è che la conoscenza comporta sempre un riferimento esterno, a oggetti la cui esistenza è indipendente dal pensiero. Attraverso un linguaggio opportunamente formalizzato, tale da eliminare gli equivoci, è possibile un rapporto semantico univoco e chiaro, tra oggetti, significati e significanti; le singole parole «staranno» per uno e un solo oggetto, e le espressioni complesse potranno essere ricondotte (come in un calcolo algebrico) alle loro componenti semplici. Per di più, la «logica proposizionale» potrà supportare tale semantica, con strumenti formali rigorosi, spingendola oltre i limiti dell'esperienza immediata (cioè, oltre i fatti direttamente osservati) emancipandola, in qualche caso, dalla verifica empirica diretta. Gli enunciati «atomici» sono espressione di «fatti» presenti, di «eventi» oggettivi; gli enunciati «molecolari» ne risultano per composizione (secondo la tradizione hobbesiana del pensiero come calcolo). In tutte le proposizioni nelle quali appaiono «termini», il valore di verità dipende dalla correttezza del rapporto di denotazione; cioè, la correttezza del linguaggio poggia sul riferimento oggettivo. Quest'impostazione logico-linguistica comporta una base di «realismo»: «Il senso della realtà è vitale nella logica».

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