Concetti Chiave
- La vita morale, la religione e la società sono influenzate da due tendenze contrapposte: una creativa che genera nuove forme e una di cristallizzazione che conserva quelle esistenti.
- Bergson distingue tra una morale "aperta", caratterizzata da slancio di carità, e una "chiusa", basata su norme codificate e consuetudini.
- Le religioni possono essere classificate come "dinamiche", che promuovono la crescita spirituale, o "statiche", che offrono sicurezza attraverso miti e riti.
- Secondo Bergson, né la morale né la religione possono essere completamente sintetizzate, ma richiedono un equilibrio continuo tra le loro diverse forme.
- La critica di Bergson alla tecnica moderna evidenzia il rischio di vederla come fine a se stessa piuttosto che come strumento di liberazione per l'umanità.
Indice
Tendenze contrapposte nella vita morale
Anche nel campo della vita morale, della religione e degli ordinamenti sociali non si può prescindere da due tendenze contrapposte e complementari: l'una, corrispondente alla forza creatrice, opera come emozione produttiva di nuove forme di morale, di religione e di società; l'altra invece è la cristallizzazione della vita e delle forme di vita già acquisite.
Morale e religione secondo Bergson
In questo senso in Bergson si ha la contrapposizione tra una morale « aperta» (slancio di carità, come la morale del Vangelo) e una morale «chiusa» (quella delle norme codificate, frutto di abitudine); tra una religione «dinamica» (una forma di misticismo che corrode e supera le cristallizzazioni delle religioni positive per aprire la strada all'umanità verso un nuovo «salto» in direzione di una vita spirituale piú alta) e una religione «statica» (che difende l’uomo dal timore della morte con un tessuto di miti e di riti), tra una societá «aperta» (capace di realizzare veramente la democrazia universale appellandosi a motivi semplici e genuini della vita spirituale) e una società «chiusa» (una sorta di alveare o formicaio in cui gli uomini stanno tra loro legati da un atteggiamento di difesa).
Tecnica e liberazione dell'uomo
Secondo Bergson queste due forme di morale, di religione e di società sono in fondo entrambe frutto della vita e quindi la loro opposizione non può mai essere eliminata né superata in una sorta di sintesi. Si tratta piuttosto di cercarne via via un equilibrio soddisfacente e, in questo senso, occorre reagire alla tendenza divenuta sempre piú forte negli ultimi secoli a considerare la tecnica come fine a se stessa invece che come strumento di liberazione dell'uomo cercando nella «religione aperta» quel «supplemento di anima» di cui l'uomo ha bisogno. Il discorso di Bergson anticipa in tal modo una polemica che sarà centrale in tanta parte della filosofia del nostro secolo: in quale misura una tecnica enormemente progredita e certamente inarrestabile e irreversibile rappresenta un potenziamento delle possibilità umane o una minaccia e una costrizione dell’uomo.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra morale "aperta" e morale "chiusa" secondo Bergson?
- Come si differenziano le religioni "dinamiche" e "statiche" nel pensiero di Bergson?
- Qual è il ruolo della tecnica nella visione di Bergson riguardo alla liberazione dell'uomo?
Secondo Bergson, la morale "aperta" è caratterizzata da uno slancio di carità e si ispira alla morale del Vangelo, mentre la morale "chiusa" è quella delle norme codificate, frutto di abitudine e cristallizzazione delle forme di vita già acquisite.
Le religioni "dinamiche" sono forme di misticismo che superano le cristallizzazioni delle religioni positive, aprendo la strada a una vita spirituale più alta, mentre le religioni "statiche" difendono l'uomo dal timore della morte attraverso miti e riti, mantenendo una struttura rigida.
Bergson sostiene che la tecnica non deve essere vista come un fine a se stessa, ma come uno strumento di liberazione dell'uomo. È fondamentale cercare un equilibrio tra le tendenze contrapposte della vita morale, religiosa e sociale, per evitare che la tecnica diventi una minaccia per l'umanità.