pexolo di pexolo
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Berdjaev rileva la coesistenza, nell'uomo, di « individuale » e « superpersonale »; si tratta di una « dicotomia » essenziale, di cui la filosofia tiene desta la consapevolezza, affinché l'uomo non permanga « obiettivato » nell'egocentrismo. Questa antinomia può essere composta nella concretezza della vita sociale, quando sia vivificata dai concreti valori della « persona », e non da ideali, rassicuranti quanto illusori, quali la razionalità dello spirito, la oggettività della scienza, la universalità di presunte leggi di natura. Leggiamo in L'io e il mondo: « Dal punto di vista della filosofia dell'esistenza, la persona si differenzia da qualunque tipo di particolare e di parziale, per il fatto che è suscettibile di richiudere un contenuto universale. E universalizzando il suo contenuto, che essa si realizza... La comunione non è possibile che tra il mio io e un tu: con un altro io, e non con una società-oggetto, con il si. Non più, dunque, io; ma io-e-tu, cioè noi, come superamento di se stessi e comprensione degli altri ». Queste teorie ricordano quelle kierkegaardiane contrapposte all'Idealismo hegeliano, e presentano analogie concettuali, e perfino terminologiche, con teorie di Husserl.

L'esistente-uomo, per la finitezza della sua natura, non può attingere l'universalità cui tende; analogamente, nell'arco della storia umana non sono conseguibili i valori assoluti cui l'umanità aspira. L'esistenza resta il tempo della ricerca tormentosa e incompiuta, che arricchisce il valore etico della libertà, umana. E' stato rilevato che la speculazione di Berdjaev è orientata all'esistenza che « spicca il salto »; e che è il salto, e non l'esistenza, che ha importanza in essa. L'esistenza attraversa perennemente l'insuccesso, la sconfitta drammatica perché è riferita interamente alla responsabilità della persona. E per ciò che il senso della finitezza immanente è, anche, il segno della libertà umana. Leggiamo in L' io ed il mondo: « L'esistenza della persona, rappresenta proprio un paradosso: è antinomia incarnata dell'individuale e del sociale, della forma e della materia, dell'infinito e del finito, della libertà e del destino: questa ragione, la persona non può essere qualcosa di finito, essa non è data come un oggetto, si forma, si crea da sé, è dinamica ».

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