Video appunto: Arendt, Hannah - Vita, pensiero e opere

Hannah Arendt - Vita, pensiero e opere



Introduzione



Hannah Arendt è stata una politologa, filosofa e storica, anche se lei si è sempre proclamata essere una pensatrice politica. Le sue opere trattano principalmente: la natura del potere, la politica, l'autorità e il totalitarismo. Tra le sue opere sicuramente la più celebre è: La banalità del male; meno conosciuti ma altrettanto importanti sono: "Le origini del totalitarismo" e "Vita Activia".

Vita:
Arendt nasce ad Hannover il 14 ottobre 1906 ed è deceduta a New York il 4 dicembre 1975. Arendt apparteneva a una famiglia di origini ebraiche. A diciott'anni si recò a Marburgo per seguire le lezioni di un Martin Heidegger trentacinquenne, con il quale ebbe una relazione che tramonto in una forte amicizia, un importante punto di riferimento per Arendt è la figura di Rahel Varnhager, scrittrice ebraica. Nel 1929 a causa dell'instauramento del nazismo fu costretta ad emigrare in Francia, successivamente a causa dell'invasione di quest'ultima da parte dei nazisti, fu nuovamente costretta ad emigrare, questa volta negli Stati Uniti. Tra il 1960 e 1962 segui il processo di Adolf Eichmann per conto del "The New Yorker", da ciò ne prenderà spunto, negli anni a venire, per scrivere: La banalità del male.

Il pensiero



Spesso Hannah Arendt viene ricordata filosoficamente per le sue analisi critiche su filosofi come Socrate, Platone, Aristotele, Kant, Heidegger, Jasper, Machiavelli e Montesquieu.
Arendt nel suo saggio "Vita Activia" elogia la democrazia Ateniese basata sul vivere politico (Bios politicos), a sua volta il vivere politico è basato sull'agire (praxis) e sul discorso e la satira (lexis). Il concetto di vita attiva di Arendt si basa su tre attività dell'uomo e sono lavorare, operare e agire. Il lavoro secondo Arendt è il mezzo per produrre beni di limitata durata, rapidamente consumati, e l'uomo (animal laborans) è intrappolato in un ciclo di produzione/consumo. L'animal laborans ossia l'uomo che lavora si differenzia dall'Homo Faber cioè l'uomo che opera, che crea oggetti d'uso (destinati ad essere duraturi) azinchè beni di consumo. L'agire è il mezzo attraverso il quale gli uomini mostrano chi sono, e rivelano attivamente l'unicità della loro identità personale. In conclusione Arendt sostiene che l'era moderna è caratterizzata dalla perdita della ragion d'essere della vita attiva e della vita contemplativa (la vita contemplativa per gli antichi greci consisteva nella vita di ascesi e misticismo.
Nel suo libro "Origini del tolitarismo", Arendt indaga sulle origini dello stalinismo e soprattutto del nazismo, è cerca di dare una spiegazione della causa del l'avvenimento dell'olocausto senza in alcun modo giustificarlo. Secondo l'autrice, l'instauramento del totalitarismo è stato possibile crearlo grazie alla trasformazione delle classi sociali in massa. Ciò è avvenuto tramite: la perdita dei diritti creando un popolo apolitico, la distruzione della personalità morale e l'uccisione della personalità ciò la perdita dell'unicità nella pluralità.
Nel "La banalità del male" la scrittrice discute una delle genesi del male e faccio prendendo come esempio il funzionario militare nazista Adolf Eichmann, colpevole di crimini di guerra, di uomo mancante di "spazio pubblico" ossia una manchevole d'idee morali/etiche proprie. E attraverso un atteggiamento "burocratico" in grado di mascherare la realtà. Nel pensiero della Arendt per un essere umano è male l'essere un inconsapevole volontario, il braccio intenzionalmente inconsapevole di qualcun altro, ed è qualcosa di estremamente comune e banale, che il potere può organizzare e utilizzare in moltissime maniere. Il regime totalitario è una di quelle possibili, è ingenuo pensare che sia l'unica, banalizzando così il pensiero della Arendt.

Citazioni:

Da quando il passato non proietta più la sua luce nel futuro, la mente dell'uomo è costretto a vagare nelle tenebre.

Nessuno che io sappia ha annoverato la sincerità, tra le virtù politiche.

La guerra non restaura dritti ma ridi finisce poteri.

Letture consigliate:
Le origini del totalitarismo - Hannah Arendt
La banalità del male - Hannah Arendt
Vita Activia - Hannah Arendt