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Hannah Arendt


“Le origini del totalitarismo” (1946- 1950)


L’opera individua tre cause fondamentali del totalitarismo:
-imperialismo: da un’esigenza di espansione e di guadagni economici, tale fenomeno si è trasformato in una forma di assoggettamento aggressivo di popoli e nazioni;
-capitalismo: si è trasformato da teoria economica (basata sull'accumulo di capitali) a dottrina politica, fondata sul dominio dei potenti sui forti;
-antisemitismo: diventata una ideologia fondata sulla convinzione dell’inferiorità di una razza o gruppo con caratteristiche peculiari.

Vita activa (1958)


Quest’ opera indaga tre caratteristiche fondamentali della condizione umana, distinguendo tre tipologie di azioni nell'uomo
• Lavorare: produrre qualcosa per sé che va poi consumato.
• Operare: la produzione di artefatti che rimangono nel tempo.
• Agire: quello che si compie nella vita pubblica, non solo materialmente, ma anche attraverso la comunicazione.

La banalità Del male(1963)


Quest’opera è il frutto di una recensione giornalistica, relativa ad un processo fatto a Gerusalemme (1961), ad un esecutore nazista Eichmann. L'opera più dibattuta e problematica dell'autrice. Secondo lei Eichmann non era un creatura orribile, era soltanto un uomo mediocre, banale, perché il totalitarismo lo aveva privato della capacità di pensare liberamente, dunque il male di cui si era macchiato non era secondo lei radicale, punibile, ma banale. L’autrice attribuisce solo al bene la capacità di radicarsi, il male infatti viene paragonato da lei allegoricamente ad un fungo.
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