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La tesi principale è che i totalitarismi si insediano più facilmente a partire da una società di massa, è una società non specificatamente impoverita quanto piuttosto frustata. Salvatorelli dice che il fascismo fu la rivolta della piccola borghesia frustata nella ricerca del precedente status sociale. I fascisti inventano la propaganda di massa. Allo Stato liberale non interessava l'ideologia di massa ma di élite, i fascisti mettono in atto un sistema scientifico di propaganda che si avvale dei mass media, dei giornali, della radio e del cinema. Prima di vedere il film c’era il cinegiornale col quale la gente riceveva una quantità di informazioni politiche mentre il film era apolitico. I giornali che dovevano difendere una certa visione del regime e tutti avevano la radio in casa. Per certi aspetti la gente viene politicizzata: era continuamente informata ma a modo loro. Ai giornalisti venivano passate le veline, guai a pubblicare immagini di donne magre perché non facevano figli, erano inutili, soprattutto quando il fascismo voleva costruire un esercito di 60 milioni. I media presentavano la realtà secondo una rappresentazione. In cosa consiste quindi il totalitarismo? È la fascistizzazione della società civile, stato e società civile vengono a coincidere. Il consenso fu ricercato scientificamente. Mussolini fu espressione di una visione patriarcale terribilmente arcaica che esemplifica in una frase: ‘la donna deve produrre i figli e portare le corna’. Il maschio è tale in quanto va con altre donne tant’è vero che Mussolini ebbe più di 20 figli. Avviene un processo di politicizzazione dall'alto, non attivo ma passivo.

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