pexolo di pexolo
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Strutturalismo marxista

Suo è il tentativo di una lettura strutturalista delle opere di Marx; di conseguenza, essere verranno presentate secondo una lettura scientifica. Egli ne consegna una visione totalmente opposta rispetto a quella proposta, cinque anni prima, da Sartre: mentre questi parlava di un marxismo umanistico, degli scritti giovanili, laddove era fondamentale il desiderio di vedere l’alienazione nell'individuo, Althusser presenta un marxismo scientifico che, a suo avviso, non si ritrova negli scritti giovanili, ma successivamente a quella «rottura epistemologica» grazie a cui Marx sarebbe passato dalla ideologia alla scienza. Tale rottura si ha nell'introduzione al Capitale, tale per cui il marxismo scientifico viene individuato nei libri del Capitale laddove c’è un’autentica scienza della storia e dei rapporti economici; la storia viene governata dalle strutture economiche, cioè dai rapporti di produzione e non dagli individui. Sono i rapporti di produzione le autentiche strutture che governano le vicende dell’uomo. A cominciare dalla fine degli anni Sessanta Althusser si è sottoposto ad un processo di «autocritica», accusando se stesso di «teoricismo» (per aver esaltato troppo la teoria rispetto alla pratica). Lo strutturalismo marxista dimentica che vi sia un materialismo dialettico (dialettica materialistica della storia, lascito hegeliano, che governa i rapporti di produzione), in quanto l’autentico materialismo è quello storico (rapporti di produzione che storicamente si determinano). Althusser matura, sempre in quegl'anni, un interesse sempre crescente per Spinoza, ossia per gli «apparati ideologici di Stato»; secondo Toni Negri quella spinoziana sarebbe, paradossalmente, un’autentica interpretazione materialistica di Marx.

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