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Concetti Chiave

  • Socrate, figlio di un artigiano e di una levatrice, si considerava un maestro della maieutica, capace di far emergere i ragionamenti altrui.
  • Partecipò a battaglie significative come Potidea, Delio e Anfipoli, dimostrando un coraggio esemplare, in particolare nella battaglia di Delio.
  • Nel 406 a.C. si oppose coraggiosamente alla condanna degli ammiragli accusati di negligenza durante una tempesta, evidenziando il suo senso di giustizia.
  • La sua condanna a morte fu il risultato di accuse di empietà e corruzione dei giovani, che rispecchiavano il timore verso le sue idee critiche.
  • Socrate accettò la morte bevendo la cicuta, rifiutando di fuggire e mantenendo un dialogo con i discepoli fino all'ultimo, dimostrando coerenza con i suoi principi.

Indice

  1. Quali sono le origini di Socrate?
  2. Le battaglie e il coraggio
  3. Il processo e la condanna

Quali sono le origini di Socrate?

Figlio di un artigiano scultore, Sofronisco, e di una levatrice, Fenarete, Socrate diceva spesso di aver ereditato dalla madre l'arte della "maieutica", e di saper cavar fuori da chi conversava con lui, invece dei neonati, i ragionamenti, che quello concepiva, ma stentava a dare alla luce.

Le battaglie e il coraggio

Era nato intorno al 469 a.C., e non compì nulla di rilevante prima di prender parte alle battaglie di Potidea (432), Delio (424) e Anfipoli (422), comportandosi da valoroso, specialmente durante la rotta di Delio.

Gli fu data qualche carica pubblica. Nel 406 era pritano (qualcosa come "senatore); e quando si svolse il processo contro gli ammiragli vincitori alle Arginuse - accusati, per meschina invidia, di non aver salvato, a causa di una tempesta, gli uomini caduti in mare - fu l'unico ad opporsi fino all'ultimo alla condanna. Nuovamente mostrò il suo coraggio quando, caduta Atene sotto i colpi degli spartani che vi instaurarono il governo dei "Trenta tiranni" (404 a.C.), Socrate, pur godendo della simpatia degli oligarchi, rifiutò di obbedire al loro ordine di portar via di prigione un oppositore perché fosse ucciso. Dovette allora fuggire da Atene, e si accostò al partito democratico.

Il processo e la condanna

Tuttavia proprio la democrazia restaurata gli fu fatale. Il cuoiaio Meleto, il poeta Anito e il retore Liconte lo accusarono di empietà (perché non avrebbe adorato gli dei della città) e di corrompere i giovani (probabilmente per l'amicizia che lo aveva legato ad Alcibiade). Lo scopo era, verosimilmente, di esiliare una persona che, con i suoi discorsi, mostrava la vuotaggine e l'insipienza politica di molti personaggi. Ma la difesa, che Socrate pronunziò personalmente, parve fatta apposta per irritare i giudici. Condannato, solo per le pressioni degli amici Socrate acconsentì a chiedere la commutazione della pena in un'altra. Propose dapprima una pena pecuniaria di ridicola tenuità, poi aggiunse che avrebbe dovuto, piuttosto, essere mantenuto nel Pritaneo a spese dello Stato. La grazia fu rifiutata, e, dopo un mese, venne il momento di bere la cicuta. E Socrate si sottopose alla morte, dopo aver rifiutato una facile fuga, per non venir meno al rispetto verso le leggi della sua città. Secondo la descrizione di Platone, congedò moglie e figli (a cui era molto affezionato, anche se Santippe - della quale s'impadronirà la leggenda - probabilmente gli aveva sempre rimproverato di perdersi in chiacchiere), e continuò fino alla fine a conversare con i discepoli, ordinando, da ultimo, di sacrificare un gallo ad Esculapio: sacrificio che si soleva fare quando si guariva da una grande malattia.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine della maieutica di Socrate?
  2. Socrate affermava di aver ereditato dalla madre, una levatrice, l'arte della "maieutica", che consiste nel far emergere i ragionamenti dalle persone con cui conversava, proprio come una levatrice fa nascere i neonati.

  3. In quali battaglie si distinse Socrate e quale fu il suo comportamento?
  4. Socrate si distinse nelle battaglie di Potidea, Delio e Anfipoli, mostrando particolare coraggio, specialmente durante la rotta di Delio, dove si comportò da valoroso.

  5. Quali furono le accuse che portarono al processo di Socrate?
  6. Socrate fu accusato di empietà, per non adorare gli dei della città, e di corrompere i giovani, probabilmente a causa della sua amicizia con Alcibiade, con l'intento di esiliarlo per le sue critiche alla politica.

  7. Come reagì Socrate alla sua condanna e quale fu il suo atteggiamento finale?
  8. Socrate, dopo essere stato condannato, rifiutò di fuggire e accettò la morte bevendo la cicuta, mantenendo il rispetto per le leggi della sua città, e continuò a conversare con i discepoli fino alla fine.

Domande e risposte

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