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LABORATORIO DI FILOSOFIA: “La filosofia per la filosofia”


Sapere di non sapere


Socrate

Socrate non merita di essere accusato di corrompere i giovani o addirittura processato, poiché ha trascorso la sua vita studiando come l’uomo possa raggiungere la verità. Egli non si è mai definito un “sapiente” a differenza dei sofisti. Socrate nel suo processo, aveva la possibilità di scegliere una pena alternativa come l’esilio per un periodo di tempo o ebbe persino la possibilità di fuggire con i suoi amici, ma egli per essere fedele sia alle leggi della città, sia a sé stesso, rifiutò ogni sorta di compromesso. Lui si è dimostrato un uomo giusto e fedele con se stesso e col suo pensiero, che non ha rinnegato fino alla sua morte.
La frase “Io, per me, non ho proprio coscienza di essere sapiente, né poco né molto” fa capire che Socrate è un uomo saggio, non si ritiene un uomo sapiente in modo assoluto, e quasi smentisce ciò che dice l’oracolo.

Egli si mise subito alla ricerca di una risposta per smentire eventualmente l’oracolo, e lo fece andando da uomini che si ritenevano sapienti, questi si sentiva superiori a tutti ma in realtà non lo erano, anzi Socrate concluse che molto probabilmente lui sapesse molto più di loro, allora provò a farglielo capire ma con un nulla di fatto, e da quel momento lo odiarono tutti.
Socrate si definisce “né sapiente, né ignorante”, in quanto lui era consapevole di non sapere ma anche di sapere.
Nei vari momenti della mia vita, non ho sempre dato molto spazio alla ragione, molte volte ho reagito d’impulso, in altri casi ho sempre esposto le mie idee, ma non le ho mai date per certe. Ho anche capito che non si finisce mai di imparare, di conoscere. Ma è anche vero che al giorno d’oggi se non si sostiene il proprio modo di pensare, ti mettono sotto i piedi, molti lo fanno per orgoglio altri solo per il gusto di sentirsi superiori, ma non sanno che si rendono soltanto ridicoli.
Io sono sicura, che se Socrate rinascesse oggi e prendesse coscienza dei principali problemi da cui siamo circondati, piangerebbe ore ed ore supplicando di tornare da dove è venuto, perché comprenderebbe che ha buttato giorni della sua vita per far comprendere all’uomo che prima di essere sapienti, si deve essere saggi, ma ha vuoto, in quanto la maggior parte ignora questo. Questo perché ormai ognuno pensa per se stesso, per star bene senza pensare agli altri. Prendiamo per esempio il problema ambientale, ci preoccupiamo molto di questo ma non facciamo niente per risolverlo, o meglio sono ben poche le persone che danno un contributo per far sì che si risolva. Per non parlare della politica, un sistema composto da buffoni che sulle spalle del “popolo” ricavano soldi sporchi, non riescono ad equilibrare un sistema economico, mettendo in crisi paesi, e rovinando molte famiglie. Socrate consiglierebbe agli uomini, di sostenere il proprio pensiero, non farsi influenzare dagli altri, ma anche di non essere sempre sicuri di se stessi perché non si finisce mai di conoscere. E ci indicherebbe l’elemento che manca a tutti noi: la saggezza. Essere saggi conduce ad essere felici, forse perché finalmente saremmo capaci di ragionare ognuno con la propria testa e capaci di accettare le opinioni altrui, formando così un unico pensiero per equilibrare tutto ciò che ci sta attorno.
La sapienza è fondamentale, ci dà la possibilità di estrarre una propria opinione da un particolare argomento o evento. Nessuno può raggiungere questo alto grado di conoscenza, però è sempre bello provare ad esserlo. Anche essere saggi ha un suo valore, ci si diventa col tempo e con le esperienze affrontate in prima persona. Effettivamente la sapienza e la saggezza hanno molto in comune, poiché prima di arrivare ad essere sapienti si deve essere saggi, affrontando la vita con prudenza e utilizzando la ragione, sviluppando anche un proprio pensiero. E quindi in qualche modo questi due elementi sono legati.
Al giorno d’oggi “parlare” di sapienza, saggezza o intellettualismo etico, dovrebbe avere un senso. Anche se ormai ognuno fa a meno di considerare questi valori, essi non perdono importanza.
Ormai, la maggior parte delle persone, non riesce a sviluppare un proprio pensiero, si fa coinvolgere, senza rendersi conto che quello che fa è sbagliato. Con il passare del tempo, sono aumentati delitti, crimini e altri fatti di cronaca nera. Questo perché le persone non riescono a ragionare con la propria testa, si lasciano condizionare a tal punto da commettere cose che, magari, non avrebbero mai fatto, e chissà sarebbero potuti essere professori, dottori, scienziati..
Le persone non concepiscono la gravità della situazione, non riescono ad andare oltre a certe conoscenze. Questo, così, dà vita al fenomeno dell’ignoranza, che è molto esteso.

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